ROMA – Mentre il mondo si interroga sui possibili scenari di una guerra nel cuore dell’Europa, e in Ucraina si fa sempre più concreta l’ipotesi che Kiev possa cadere in mano alle forze russe nel giro di poche ore, Vladimir Putin sente Emmanuel Macron.
Il Cremlino, citato dalla Tass, dice che il presidente russo ha fornito all’omologo francese “chiarimenti dettagliati sulle ragioni e le circostanze della sua decisione di condurre un’operazione militare speciale” in Ucraina. In quello che pare il primo contatto con un leader occidentale dall’invasione il presidente francese avrebbe chiesto di “fermare immediatamente” l’offensiva russa in Ucraina, riferisce l’Eliseo.
Joe Biden raduna l’Occidente al summit del G7 e annuncia la decisione comune di punire “l’ingiustificato attacco all’Ucraina” da parte di Mosca con un “devastante pacchetto di sanzioni ed altre misure economiche”.
Poi dalla Casa Bianca parla per oltre mezzora in diretta tv alla nazione e illustra la dura risposta americana: sanzioni ad altre quattro banche statali russe (per un valore di mille miliardi di dollari), tra cui il colosso Vtb, e dimezzamento dell’export di materiale tecnologico alla Russia. Nel mirino Usa anche 24 tra persone e organizzazioni bielorusse per il sostegno dato all’invasione russa.
Il presidente americano non sfodera però le armi più temute, pur lasciandole ancora “sul tavolo”: le sanzioni personali contro lo ‘zar’ e l’esclusione di Mosca dal circuito Swift delle transazioni internazionali, su cui non tutti gli alleati europei sembrano d’accordo. Quindi lancia un attacco forse senza precedenti al leader del Cremlino, con cui non ha intenzione di parlare evocando la “completa rottura ora nelle relazioni fra Stati Uniti e Russia”: Putin “ha respinto ogni offerta di dialogo. Putin è l’aggressore, Putin ha scelto questa guerra premeditata da mesi” con “ambizioni che vanno oltre l’Ucraina per ristabilire l’Unione sovietica” e “ora lui e il suo Paese ne pagheranno le conseguenze”, ha accusato il commander in chief, convinto che il leader russo “diventerà un paria sulla scena internazionale”.
Biden ha inoltre promesso di difendere “ogni centimetro del territorio Nato”, mentre il Pentagono annunciava l’invio di ulteriori 7000 soldati in Germania.
Le misure americane sono pesanti – anche se non pesantissime – perché, ora che la deterrenza è fallita, l’obiettivo è “chiedere conto alla Russia delle sue responsabilità” e far pagare il prezzo a Vladimir Putin, mettendo in ginocchio l’economia del suo Paese. Gli Usa avevano già varato una serie di provvedimenti graduali, dal bando delle attività economiche nel Donbass alle sanzioni contro due banche, il debito sovrano e alcuni esponenti dell’elite russa, prima di mettere nel mirino anche il gasdotto Nord Stream 2, colpendo uno dei progetti chiave del Cremlino per rafforzare la presa energetica sull’Europa. Ma non è servito ad impedire lo scenario peggiore, ossia l’invasione dell’Ucraina su larga scala mentre era ancora in corso la riunione dell’Onu per evitarla.
Nel corso del summit in videoconferenza, i leader del G7 hanno discusso la risposta congiunta all’attacco “ingiustificato e non provocato della Russia all’Ucraina”, è stato spiegato dalla Casa Bianca, precisando che al vertice hanno partecipato il presidente Biden, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier canadese Justin Trudeau, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il premier giapponese Kishida Fumio il premier britannico Boris Johnson. Hanno partecipato alla riunione anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.
L’Occidente reagisce con durezza all’attacco russo all’Ucraina, annunciato all’alba da Putin con un messaggio in tv.
Si moltiplicano le segnalazioni di scontri e bombardamenti che di ora in ora fanno salire il conto di morti e feriti. Mosca ha fatto sapere di avere distrutto 74 obiettivi militari, comprese 11 piste d’atterraggio. Secondo la presidenza ucraina, “più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi”.
Altre 18 vittime, fra le quali 10 donne, si registrano in seguito ad un attacco russo a Odessa, e sarebbe di 4 morti e 10 feriti, compresi 6 medici, il bilancio di un bombardamento russo su un ospedale a Vuhledar, nella regione di Donetsk.
L’esercito ucraino avrebbe abbattuto invece cinque aerei e un elicottero russi e “ucciso 50 occupanti”.
Forti esplosioni sono state avvertite a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli, Dnipro e a Kiev, dove le truppe russe avrebbero sfondato le difese dell’esercito ucraino, portando i combattimenti a soli 30 chilometri dalla capitale, ed avrebbero preso il controllo dell’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel.
A Kiev l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a mettersi al riparo per il rischio di attacchi aerei. “Un grande attacco”, secondo testimoni, è avvenuto anche nella regione di Lugansk. Bombe sono cadute pure nei pressi della scuola italo-ucraina di Zhytomyr, vicino al confine bielorusso. E secondo il capo di stato maggiore ucraino, “almeno 4 missili” balistici sarebbero stati lanciati dalla Bielorussia.
Si combatte pure a Chernobyl dove è andato distrutto un impianto di stoccaggio di scorie nucleari.
Putin aveva definito quella in Ucraina “un’operazione militare speciale per proteggere il Donbass” chiarendo che “un’ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili”. Il Cremlino in seguito ha sottolineato che lo scopo è quello di “smilitarizzare e denazificare l’Ucraina”.
Al leader di Mosca ha risposto il presidente ucraino Zelensky che lo ha accusato di avere “attaccato a tradimento, come fecero i nazisti” e ha esortato l’esercito a “infliggere il massimo delle perdite” alle forze russe, mentre il ministero della Difesa ha chiamato la popolazione civile alle armi.
Inevitabili i contraccolpi sui mercati: schizzano i prezzi del gas (117,2 euro al megawattora, +32%, dopo un massimo di +41% a 125 euro) e del petrolio, con il Brent oltre quota 105 dollari al barile e le quotazioni aumentate del 7,7% a New York, a 99,26 dollari. Sotto pressione le Borse, Milano a -5,3%, ai minimi da luglio, lo spread vola a 175 punti base. Wall Street ha aperto a -2,47%, Mosca sprofonda fino a -45% e brucia oltre 200 miliardi di dollari capitalizzazione.







