CHIETI – “Poiché sembra che nulla sia successo a Valentino Di Nunzio il 14 febbraio scorso, il padre del giovane, Fernando Di Nunzio, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Teramo con cui si chiede innanzitutto di sapere se l’incidente occorso al giovane matricida sia stato casuale ovvero frutto di un tentativo di suicidio o comunque di grave gesto autolesionistico”.

Così l’avvocato Isidoro Malandra, legale di Valentino Di Nunzio, annuncia l’azione contro la Procura teramana.

Di Nunzio nello scorso settembre aveva ucciso la madre a Manoppello a coltellate: il 15 febbraio scorso aveva tentato il suicidio nel carcere di Teramo.

“Valentino Di Nunzio è completamente paralizzato presso il reparto di Rianimazione di Teramo – spiega Malandra – I sanitari sperano di dimetterlo quando il giovane sarà in grado di respirare da solo. Oggi, dopo aver subito la tracheotomia, ha bisogno della ventilazione assistita essendo stato interessato dalla paralisi anche l’apparato respiratorio”.

Il padre ha anche chiesto alla procura di accertare se vi siano state decisioni errate e/o omissioni che abbiano condotto al tragico risultato, del tutto prevedibile alla luce della manifesta patologia psichiatrica da cui è affetto Valentino Di Nunzio.

Delle misura cautelari adottate nei confronti di Valentino Di Nunzio, attualmente in regime carcerario, “si occuperà a breve il tribunale del Riesame, chiamato a rivedere l’irreale provvedimento del gip di Pescara il quale, senza sapere se, come e quando il giovane uscirà dalla situazione attuale, ha disposto già il ricovero dello stesso presso il reparto Psichiatrico dell’ospedale di Teramo in regime carcerario”.

Malandra conclude spiegando che “il gip ancora ritiene che Valentino Di Nunzio sia socialmente pericoloso nonostante i certificati medici parlino di paralisi totale irreversibile. Il 28 marzo dovrebbe poi iniziare il processo dinanzi la Corte d’Assise di Chieti, avendo chiesto ed ottenuto il pm di andare al giudizio immediato e ritenendo egli che il Di Nunzio fosse e sia perfettamente in grado di intendere e di volere. Fin da ora è possibile dire che il processo dovrà essere rinviato perché Valentino Di Nunzio non è in grado di parteciparvi”.