VASTO – “Credo solo agli atti, ai piccoli atti quelli che fanno la felicità”.
Queste le parole che ha scritto sulla sua bacheca facebook Daniela Marchi, 53 anni, romana e abruzzese d’adozione, badante e donna delle pulizie. Uccisa strangolata dal suo convivente, Joseph Martella, 56 anni, in un appartamento di via Eduardo De Filippo a Vasto Marina (Chieti). L’autopsia della vittima è in programma questa mattina all’ospedale San Pio di Vasto. La madre e a sorella della vittima, residenti a Roma, sconvolte da quanto accaduto sono arrivate in Abruzzo.
L’ennesimo barbaro femminicidio, consumato per di più l’8 marzo, nella festa della donna. Il Centro Antiviolenza DonnAttiva di Vasto, attraverso le parole della responsabile Felicia Zulli, ha espresso parole di sgomento e rabbia, per l’ennesima morte di una donna, per mano di un uomo in preda a raptus di violenza.
L’assassino, che ha precedenti penali, è ora rinchiuso nel carcere di Torre Sinello di Vasto, guardato a vista perché alto è il rischio di gesti autolesionisti.
“E’ un omicidio d’impeto”, ha commentato il vicequestore Alessandro Di Blasio, dirigente del commissariato di Vasto, fra i primi ad intervenire sul luogo del delitto insieme al servizio di emergenza sanitaria 118, al sostituto procuratore Giancarlo Ciani e al medico legale Pietro Falco.
Il femminicida dopo aver strangolato la Marchi con cavo elettrico preso dalla spazzatura intorno alle 22 di domenica ha subito chiamato il 118, intorno alle 22,30, e ha chiesto ancor prima aiuto a due vicini di casa, nel disperato tentativo di rianimare la vittima supina e senza vita in sala da pranzo.
All’arrivo del suo avvocato, Massimiliano Baccalà, non ha detto più una parola. Interrogato dal pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
L’assassino nato a Strasburgo e cresciuto in Francia, ha precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti nel 2004, ed è stato 8 mesi in carcere. Un anno fa è andato agli arresti domiciliari, appena finiti di scontare, essendo stato indagato nell’ambito del’indagine dell’Operazione Adriatico, coordinata dal procuratore distrettuale antimafia di L’Aquila, Fausto Cardella, e i sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, che ha sgominato un sodalizio criminale di matrice camorristica attivo nell’area vastese con a capo Lorenzo Cozzolino, elemento di primaria importanza di una fazione scissionista del clan Vollaro.
A Vasto Martella ha lavorato come parcheggiatore, custode degli impianti sportivi della Marina e ultimamente come barista. Ma aveva appena perso il lavoro. La mancanza di soldi e i crescenti problemi economici erano causa di litigi frequenti tra Martella e la vittima.
IL CENTRO ANTIVIOLENZA: “SGOMENTO, RABBIA E DOLORE”
“Sgomento, rabbia, dolore”. Sono le sensazioni provate dalle aderenti del Centro Antiviolenza DonnAttiva di Vasto, attraverso le parole della responsabile Felicia Zulli, nel commentare la morte per strangolamento di Daniela Marchi ad opera del suo compagno.
“Una giornata triste e terribile. Una giornata colma di sgomento, rabbia e dolore. Nonostante l’impegno quotidiano delle operatrici del nostro Centro non siamo riuscite ad arrivare a Daniela. Daniela non si è mai rivolta al nostro sportello. Questo è però solo un dettaglio e non attenua il senso di impotenza e frustrazione”.
La Zulli evidenzia come le donne vittime di violenza “devono scegliere di farsi aiutare e non abbiamo strumenti, se non la semplice comunicazione della nostra esistenza, dell’esistenza del Centro, per aiutarle a fidarsi di noi”.
“Eppure – prosegue – rimane il dubbio di non essere riuscite a fare abbastanza per evitare questa ulteriore tragedia che ferisce e colpisce tutte noi e, sono certa, anche tutta la comunità vastese che insieme a noi sta cercando di contrastare il fenomeno”.




