L’AQUILA – “Non ci potevamo e non ci possiamo credere, ma la app di Tua ‘adegua’ gli orari delle corse dei suoi autobus al fuso orario della nazione in cui la stessa app si utilizza. E così una corsa delle 21:45, se acquistata via app mentre si è a New York, diventa delle 16:45. Lo stesso autista ha ammesso che, tempo fa, una persona è arrivata alla fermata 10 ore prima che il suo bus partisse perché aveva acquistato il biglietto a Tokyo…”.
La denuncia arriva, con una lettera firmata, ma con richiesta di anonimato, da un utente che ha acquistato un biglietto di un autobus della società regionale del trasporto pubblico, la Tua, attraverso l’app, ma da un paese straniero, per la corsa delle 20:45 Roma – L’Aquila, ma una volta saliti a bordo l’autista li ha informati che la corsa era alle 21:45, in quanto l’app registra l’orario in base al fuso orario della nazione dove l’app è stata utilizzata, e non all’ora italiana delle corsa scelta e pagata.
LA LETTERA
Vorrei segnalare un disservizio del servizio pubblico Tua. Mi trovavo all’estero, in un luogo dove il fuso orario è un’ora avanti rispetto all’Italia. Ho provato ad acquistare due biglietti per la corsa Roma – L’Aquila del 4 gennaio dal sito web di Tua, ma come spesso accade il sito non funzionava.
Così ho acquistato i biglietti dalla app per la corsa delle 20:45 (allego screenshot). Atterrando il mio volo a Ciampino alle 19:30 circa, ho dovuto prendere un taxi (al costo di 36 euro) per arrivare in tempo a Tiburtina alle 20:45.
Una volta lì l’autista ci ha detto che la corsa era alle 21:45.
Gli abbiamo mostrato il biglietto per le 20:45 e incredulo ha chiamato i suoi superiori. Alla fine abbiamo scoperto che probabilmente la app di Tua “adegua” gli orari delle corse al fuso orario della nazione in cui la stessa app si utilizza.
Non ci potevamo e non ci possiamo credere: la corsa delle 21:45, se acquistata via app mentre si è a New York, diventa delle 16:45. Lo stesso autista ha ammesso che, tempo fa, una persona è arrivata alla fermata 10 ore prima che il suo bus partisse perché aveva acquistato il biglietto a Tokyo.
Per lavoro viaggio spesso e posso assicurare che neanche in luoghi che vengono (erroneamente) definiti “arretrati” nell’immaginario pubblico, come i paesi dell’Africa sub-sahariana, succedono queste cose. Anzi.
Con questa testimonianza vorremmo segnalare pubblicamente questo disservizio, in modo che venga risolto.
Questa piccola disavventura si somma a tutti i disservizi a cui ormai siamo rassegnati: non solo il continuo taglio delle corse ma anche il mancato aggiornamento delle tabelle orarie rispetto ai tagli stessi; l’overbooking dei biglietti e tanti altri “incredibili imprevisti”.
Siamo abruzzesi e vorremmo sentirci parte di una comunità efficiente, viaggiando con la compagnia di trasporto pubblico. Ma spesso siamo costretti a rassegnarci e affidarci controvoglia al servizio privato, perché negli ultimi anni le classi dirigenti della nostra regione stanno scegliendo, chiaramente e deliberatamente, di far morire l’azienda pubblica a favore del trasporto commerciale. Il surreale bug della app di Tua ne è l’ennesima dimostrazione.






