L’AQUILA – “La sensazione che qualcuno mi voglia fare le scarpe? Le uniche sensazioni sono quelle che provo sul palco”.

Il direttore artistico del Teatro stabile d’Abruzzo Alessandro Preziosi risponde così, a margine della prestazione della stagione 2014 – 2015, alle inevitabili domande sul suo immediato futuro, se sarà insomma o meno confermato al’indomani della fatidica data del 5 novembre, allorché scadrà il suo contratto.

C’è chi infatti, come la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, aveva auspicato un direttore più presente sul territorio. E altri candidati direttori scalpitano per sostituire l’attore napoletano.

Lo stesso presidente del Tsa Ezio Rainaldi ha spiegato, sempre a margine della conferenza stampa, che con “Preziosi il rapporto di collaborazione non verrà certo meno, ma sarebbe meglio un direttore “che in modo assiduo e continuativo segua passo passo e da vicino la riforma dei Teatri stabil,i che prevede il loro accorpamento, come imposto dal decreto valore cultura”.

“Per ora – assicura comunque Preziosi – sono il direttore, lavorerò fino all’ultimo giorno, poi dopo il 5 novembre si vedrà. E oggi sono orgoglioso di presentare una stagione poliedrica che attraversa arte, danza prosa e commedia, con grandi nomi come Giorgio Albertazzi, Alessandro Benvenuti, che spazia dalle Quatto stagioni di Antonio Vivaldi a Eduardo De Filippo, passando il Don Juan di Moliere, di cui sono attore e regista. Vorrei che si parlasse di questo sui giornali, non della mia conferma”.

Anche perché, prosegue, “la stagione teatrale che oggi si presenta non è un atto conclusivo, ma un inizio, il massimo del futuro”.

E alla senatrice Pezzopane risponde con il sorriso.

“Cosa devo dire, ho fatto due anni di tournee come attore, con gli spettacoli del Tsa Cyrano di Bergerac, e Cyrano sulla luna, non ero assente, stavo lavorando”.

“Il mio interlocutore – conclude – è il consiglio di amministrazione, non sono gli assessori né le istituzioni. C’è sempre stata una grande trasparenza, in questi tre anni ho lavorato con tranquillità. Nulla nega collaborazioni future con il Tsa, ripeto che il mio contratto scade, ma il Don Giovanni andrà avanti, una coproduzione con Khora.teatro, che conferma un fecondo esperimento di collaborazione con tra un soggetto privato e il teatro pubblico”. Filippo Tronca