L’AQUILA  – “Una stagione teatrale straordinaria”: un  titolo che non pecca certo di falsa modestia quello scelto dal Teatro stabile d’Abruzzo, per l’incontro durante il quale sono stati illustrati i risultati amministrativi e artistici, della stagione 2015/2016 e nei primi sei mesi di gestione della nuova  presidente del Tsa, Nathalie Dompè, la 28enne erede dell’impero farmaceutico da anni presente all’Aquila. 

Tra i risultati esibiti gli oltre 60mila spettatori , i tour mondiali delle produzioni targate Tsa, ma anche la riorganizzazione della macchina e la razionalizzazione dei costi.

La Dompè ed anche il direttore artistico Alessandro D’Alatri, non si sono poi sottratti alle domande relative alla scarsa presenza fisica sul territorio della presidente, presa da molti impegni in giro per il mondo. E non è stato forse un caso che il Tsa ha cambiato lo Statuto, istituzionalizzando la possibilità di tenere riunioni con valore ufficiale con l’aiuto della video conferenza.

Del resto il precedente direttore, Alessandro Preziosi, era stato messo sulla graticola proprio per la scarsa presenza nel capoluogo, e non riconfermato.  

“Sono stata sempre presente nei Consigli di amministrazione, – esordisce sul tema la Dompè –  dedico al  Tsa tutto il tempo necessario per svolgere i compiti che sono nelle mie competenze, e ricordo che la presidenza riguarda più che altro l’aspetto amministrativo e gestionale, e non quello artistico, svolto egregiamente da Alatri che è costantemente presente  qui a L’Aquila”.
 
“Mi sono prestata poco alla stampa – aggiunge Dompè –  questo è vero, ma ho preferito attendere il tempo debito, per poter parlare di fatti e cose concrete, piuttosto che lanciare annunci e messaggi non riscontrabili”.

Nulla di strano poi nell’adozione della videoconferenza.

“L’introduzione della video conferenza – speiga la presidente – vuole essere una semplificazione, ci sono tantissime persone che costituiscono il consiglio, e talvolta abbiamo avuto qualche problema.  Ora invece possiamo comunicare nel migliore dei modi, con persone dei vari enti, quando dobbiamo prendere decisioni urgenti, anche quando loro sono impegnate altrove. Del resto la videoconferenza è prevista in tutti gli statuti dei Teatri stabili, proprio perchè rappresenta un grande vantaggio.  La priorità però, lo sottolineo, è quella di esserci fisicamente”, di persona”.

Sulla stessa linea il direttore D’Alatri, a cui non manca il senso dell’ironia. 

“Se potessimo esportare le polemiche questo paese avrebbe il Pil più alto del mondo. Ma apparte gli scherzi, a parlare per Dompè sono i fatti, in questi primi sei mesi i fatti da esibire sono tanti, e vivaddio che ci sono le videoconferenze, che brutta epoca quando c’erano spesso enormi difficoltà ad incontrarsi”.

I risultati, appunto, quello che conta per un Tsa che ha ricevuto dal Ministero per i beni e le attività culturali la qualifica di “Tric”, ovvero di Teatro di rilevante interesse culturale, di teatro di serie A, insomma, con uno dei punteggi più alti in Italia,  che sarà determinante per  accedere ai finanziamenti Cipe e ai fondi europei.

Per quanto riguarda i risultati amministrativi  a snocciolarli è la stessa Dompè.

“Abbiamo revisionato la Statuto dell’Ente che si avvia all’iter approvativo per rendere lo Stabile veloce nelle decisioni e pronto a recepire le nuove normative e a percorrere le nuove strade di accesso ai finanziamenti anche europei. Abbiamo adottato un Codice etico, che esprime gli impegni e le responsabilità etiche ed i principi di condotta assunti dagli amministratori, procuratori, revisori, dipendenti, collaboratori, consulenti e professionisti, fornitori ed in generale tutti coloro che operano in nome e per conto del Teatro stabile”.

“Abbiamo adottato  – prosegue la presidente – un ‘Modello di organizzazione, gestione e controllo’, che inquadra il principio di responsabilità amministrativa da reato come conseguenza di eventuali illeciti commessi da coloro che agiscono in nome e per conto del Tsa, e che disciplina il Sistema di controllo interno e tutti i processi aziendali esistenti all’interno dell’Ente. Ci siamo adeguati alle norme per l’Anticorruzione e Trasparenza formando il personale interno e valorizzando peculiarità ed esperienze”.

E ancora, è stato spiegato in conferenza stampa, sono state ottimizzate risorse pubbliche con una gestione centralizzata dell’attività di produzione di prosa e di teatro ragazzi portando a termine l’accordo di unificazione delle attività teatrali, tra Teatro stabile d’Abruzzo e Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo, dedicata alle nuove generazioni.

La presidente Dompé, il vicepresidente Adolfo Paravano e i membri del Cda, inoltre, hanno avanzato espressa rinuncia al gettone di presenza per le riunioni del Consiglio di Amministrazione. E aproposito di indotto per il territorio: nell’anno 2015 sono stati spesi in Abruzzo circa 32 mila euro tra ristoranti ed alberghi per l’ospitalità degli artisti, circa  1 milione di euro di compensi per personale artistico, tecnico e amministrativo che risiede in Abruzzo. 

Grandi risultati assicura il direttore D’Alatri, anche sul fronte artistico, invitando a leggere i numeri: la stagione teatrale aquilana 2015-2016 ha registrato 10.683 spettatori, il Teatro ragazzi in Abruzzo 2015/2016  6.348 spettatori, le recite effettuate al 28 luglio 2016 sono state 161 e in totale gli spettatori per le produzioni Tsa sono stati nel 2015 ben 65.678.

“Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi produttivi prefissati – commenta D’Alatri – il ‘Don Giovanni’ di Molière, per regia Alessandro Preziosi ha vinto il premio Le Maschere del Teatro Italiano, ed è stato applaudito da ben 29.033 spettatori, ‘The Dubliners’ di James Joyce, ha registrato un grande successo al Festival dei due mondi di Spoleto, ‘Tante Facce nella Memoria’ per la regia Francesca Comencini, e andato in scena alla Camera dei deputati, il ‘China Doll’ di David Mamet,  e con la mia regia, circuiterà in tutta Italia. Abbiamo dato vita – prosegue il direttore –  al progetto Talenti che vede on line, a disposizione dei casting, i provini di attori legati al territorio, un modello che allo studio anche di importanti canali televisivi. E ancora – conclude D’Alatri – abbiamo investito sui giovani portando nelle prestigiose vetrine teatrali di Lugano e di New York lo spettacolo ‘Adamo ed Eva’ di Mauro Santopietro. Solo per fare qualche esempio”.