VIESTE – Avrebbero raggirato alcune aziende agricole italiane per decine di migliaia di euro, dopo aver acquistato capi di bestiame e ‘clonato’ assegni bancari: è il motivo per cui tre persone sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Foggia con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione, falso materiale in titoli di credito e sostituzione di persona.

Una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura è stata notificata a due allevatori, Giuseppe Cariglia e il nipote Gennaro, di 58 e 34 anni, finiti entrambi in carcere, e ad un autotrasportatore, Giovanni Maura, di 53 anni, che ora è ai domiciliari.

Le indagini dei carabinieri erano iniziate nell’aprile 2012, quando il titolare di un’azienda agricola zootecnica di Accumoli (Rieti) denunciò di aver subito una truffa dopo aver venduto capi di bestiame per un valore di 37mila euro.

La vittima del raggiro riferì che tre persone, presentatesi da lui come titolari di un’azienda agricola con sede in Benevento, avevano acquistato 30 capi di bestiame pagando con un assegno circolare risultato però ‘bloccato’. Gli animali vennero successivamente trovati in località ‘Palude Mezzane’ a Vieste, in un recinto dell’azienda zootecnica condotta da Gennaro Cariglia e restituiti al proprietario il quale, attraverso una ricognizione fotografica, riconobbe nei due Cariglia gli autori della truffa compiuta con la complicità di Maura, che aveva trasportato il bestiame con il suo camion.

Dalle indagini è emerso anche che Gennaro e Giuseppe Cariglia avevano materialmente ‘clonato’ un assegno bancario di traenza, facente parte di un carnet di assegni denunciato smarrito e riconducibile ad un conto corrente aperto presso la banca Unicredit di Vieste (Foggia), trasformandolo in un assegno circolare emesso dallo stesso istituto di credito in favore di un’azienda agricola di Circello (Benevento), di cui i due indagati, al momento dell’acquisto del bestiame, avevano falsamente affermato di essere i titolari.

A casa dei Cariglia i carabinieri hanno trovato documentazione legata all’operazione irregolare.

Da ulteriori accertamenti è emerso che i tre indagati avrebbero messo a segno un’altra truffa per 22mila euro nel febbraio 2012 ai danni di un’azienda agricola di Città della Pieve (Perugia) e, in precedenza, ai danni di un’altra di Torino di Sangro (Chieti).