L’AQUILA – Nei giorni scorsi il pubblico ministero Stefano Gallo ha chiuso le indagini relative alla presunta truffa ai danni di Fondartigianato di Roma, avvenuta, secondo le accuse, attraverso corsi di formazione “fantasma” o solo parzialmente svolti, mirati a formare le maestranze da impiegare nella ricostruzione post terremoto.
Dieci le persone sospettate a vario titolo di aver lucrato su questi corsi. Sotto accusa sono finiti gli ex vertici di Confartigianato L’Aquila ma anche degli imprenditori.
Si tratta, in particolare, dell’ex presidente Luigi Lombardo, dell’ex amministratore delegato Pio Fulvi, di due amministratori di un’azienda ternana organizzatrice dei corsi, Riccardo Parca e Fabio Fausti, il titolare di un’azienda romana Sergio Molinari, l’incaricata contabile di Fondartigianato, Luisella Lai, la dipendente di un’azienda addetta alla predisposizione alla rendicontazione per Fondartigianato, Luisella Li Gotti, e, infine, Loredana Lombardo, addetta alla predisposizione della documentazione.
Indagato anche Marco Di Iulio, ma con un ruolo più defilato, nella veste di procuratore della ditta di Molinaro.
Secondo l’accusa i vertici della Confartigianato aquilana, al fine di ottenere un contributo dalla Fondartigianato per oltre 200 mila euro, avrebbero contabilizzato false spese per l’organizzazione della formazione alle maestranze.
Sempre secondo il pm, avrebbero rendicontato l’avvenuto pagamento di un canone annuo di locazione per l’utilizzo di un modulo abitativo provvisorio (Map) dove si sarebbero svolti alcuni dei corsi per un canone di 20.800 euro quando invece “il Map veniva utilizzato per soli tre mesi ed era di proprietà dell’associazione ‘Cardinale Innocenti'” di cui Lombardo, ex console generale di Malta a San Marino, e Fulvi erano i responsabili; lo stesso Map, stando sempre alle indagini, era stato acquistato a un prezzo addirittura di molto inferiore (appena 8 mila euro) al canone di locazione rendicontato.
Secondo la difesa, “i corsi sono stati effettuati, ci sono testimonianze in tal senso”, spiega l’avvocato Vincenzo Calderoni, legale di Lombardo. “Se il pm ha riscontrato delle irregolarità contabili è giusto che ci sia un approfondimento processuale. Per noi si tratta di irregolarità assolutamente incolpevoli sotto il profilo penale”, spiega.
Per l’altra sua assistita Loredana Lombardo, l’avvocato ritiene che si configuri “l’estraneità totale ai fatti per cui non è necessario il rinvio a giudizio”.





