L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila, il sindaco dell’Aquila, continuano a ritenere l’impegno del governo insufficiente, c’è davvero poca sintonia con loro. Sono critiche ingenerose. La ricostruzione non si è mai interrotta per mancanza di risorse, il rubinetto non è mai rimasto chiuso”.
Dove non è riuscita l’ultima inchiesta con 4 arresti per mazzette legate alla ricostruzione, potrebbero riuscire queste dure parole del ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia: il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, starebbe infatti valutando l’ipotesi di dimettersi.
“In mattinata – dice all’Agi Cialente – deciderò cosa fare. Tutto dipenderà dalle dichiarazioni del governo. Non vorrei che strumentalizzasse questa vicenda”.
Nella convulsa giornata di ieri tanti sono stati gli appelli della politica e degli aquilani al primo cittadino a fare un passo indietro dopo l’ennesimo scandalo giudiziario che travolge la ricostruzione, anche con un sit-in sotto il municipio.
I rumors vengono alimentati anche su Facebook, dove ha cominciato a girare il link di una notizia di tre anni fa, quando Cialente minacciava di dimettersi chiedendo elezioni immediate “al ministro dell’Interno Roberto Maroni“, che oggi fa il governatore della Lombardia.
Trigilia sottolinea nell’intervista che “non si può pretendere, nelle condizioni in cui si trova il Paese, di ricevere stanziamenti che non siano direttamente legati alla capacità di spesa”.
Ora, evidenzia, “ricostruite le periferie, stiamo accelerando sui centri storici. All’Aquila sono già rientrati nelle loro case in 42 mila, cioè il 63% degli sfollati”.
Facendo i conti dei costi per la ricostruzione, il ministro fa sapere: “Dal 2009 a oggi sono stati spesi 12 miliardi di euro”.
Per il futuro, aggiunge, “tutte le stime vanno prese con cautela. Possiamo immaginare che servano almeno altri 6-8 anni, per una spesa di 1 miliardo, 1 miliardo e mezzo ogni anno”.
Il ministro commenta anche la vicenda tangenti: “Se le ipotesi investigative fossero confermate, questa vicenda sarebbe davvero deplorevole”.



