PESCARA – I manifestanti di Terzigno bruciano la bandiera italiana in segno di protesta, e un consigliere di Pescara li denuncia per vilipendio.
Non è andato proprio giù ad Armando Foschi, consigliere comunale del Partito delle libertà, il gesto estremo messo in atto dai contestatori della provincia di Napoli in segno di protesta per l’apertura di un’altra discarica.
Lo scorso 21 ottobre alcuni manifestanti avevano dato fuoco alla bandiera proprio in piazza Pace a Boscoreale, sulla quale si affaccia il Comune.
Oltre a condannare questo gesto, il consigliere ha espresso il suo sdegno anche per il fatto che sul pennone del municipio, invece che il tricolore abbassato a mezz’asta, fosse stato esposto un drappo di colore viola.
Un’altra bandiera, bruciata oggi sempre a Terzigno, sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mandare su tutte le furie Foschi, che ritiene la bandiera un simbolo dell’unità Repubblica.
Alla procura di Napoli il consigliere comunale ha chiesto di individuare i responsabili del gesto e di procedere alla contestazione delle violazioni in base alla norma contenuta nell’articolo 292 che punisce chiunque vilipenda la bandiera nazionale o altri emblemi dello Stato.




