CHIETI – “Risorse esaurite”. È questo il cuore della risposta che il sottosegretario alla Giustizia, in rappresentanza del governo, ha dato all’interrogazione presentata a Camera e Senato dai parlamentari abruzzesi del Pd, Lanfranco Tenaglia e Giovanni Legnini.

I due hanno denunciato “condizioni di lavoro inaccettabili e gravi disagi per i cittadini” a causa della parziale inagibilità, a seguito del sisma del 6 aprile, di una parte dell’edificio del tribunale di Chieti.

“Quanto alle competenze e alle possibilità di intervento diretto del Ministero della Giustizia va rilevato che le risorse disponibili per l’edilizia giudiziaria sono esaurite – si legge nella risposta del Governo. – Non essendovi stato alcun rifinanziamento negli ultimi anni, appare preclusa la possibilità di finanziare opere di edilizia giudiziaria in favore degli uffici giudiziari menzionati”.

“Una risposta assolutamente insufficiente, il governo Berlusconi si lava le mani del problema lasciando il tribunale di Chieti al suo destino – dice Tenaglia – a questo punto il commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi dica se fra le risorse di cui dispone ci sono fondi per il tribunale di Chieti”.

“La situazione in cui sono costretti a operare magistrati, addetti alla cancelleria, avvocati e cittadini è assolutamente inaccettabile – sottolinea Legnini – purtroppo le nostre preoccupazioni si sono rivelate fondate: a distanza di 15 mesi dal sisma, per recuperare il tribunale di Chieti non ci sono progetti, né risorse e neppure un’idea cui attingere”.