L’AQUILA – Sono passati tre anni, ma il tempo non ha cancellato il dolore.

Il 18 maggio 2022, nel giardino dell’asilo nido Primo Maggio, L’Aquila ha perso uno dei suoi figli più piccoli: Tommaso D’Agostino, quattro anni.

Un’auto lasciata in sosta da una madre, scesa a riprendere i figli, si è improvvisamente sfrenata, travolgendo un gruppo di bambini. Tommy non ce l’ha fatta. Altri cinque piccoli sono rimasti feriti.

Una tragedia che ha colpito nel profondo un’intera comunità, lasciando una ferita che ancora oggi fa male.

Oggi Tommy è uno degli angeli dell’Aquila, come quelli del terremoto del 2009.

Un bambino che la città non dimentica, che continua a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto, ma anche di chi non ha mai avuto modo di incontrarlo. Il suo nome è diventato memoria viva, simbolo di un dolore che unisce e di un amore che resiste al tempo.

Pensando a Tommy, si guarda in alto, verso quel cielo dove ora abita. Un angelo che tutti vorremmo ancora stringere tra le braccia, insieme alla sua splendida famiglia.

Sul fronte giudiziario, il processo è in corso.

A giudizio ci sono tre imputati: la dirigente scolastica Monia Lai, il responsabile del servizio prevenzione Bruno Martini e Antonello Giampaolini del Comune dell’Aquila.

La prossima udienza è fissata per il 16 luglio. La sentenza è attesa per febbraio 2026.

Nel febbraio scorso è stato concesso il patteggiamento a due anni a Radostina Zhorova Balabanova, la donna che lasciò l’auto in pendenza. Resta aperta la questione dei risarcimenti per le famiglie coinvolte.

Ma nessuna sentenza potrà restituire ciò che è stato perduto.