(acra) – L’Aquila – «Per i disabili i mezzi di trasporto pubblico sono spesso l’unico strumento in grado di garantire la mobilità e dunque la libertà. Per questo hanno diritto ad un più equo accesso agli stessi mezzi». Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Marinella Sclocco, prima firmataria di una proposta di legge sottoscritta da tutto il gruppo democratico e che punta a sostenere il diritto al trasporto delle persone disabili. «Il diritto al lavoro, alla fruizione dei servizi pubblici, alla cultura per i disabili sono garantiti spesso solo dal trasporto pubblico» sottolinea Sclocco, «e anche se l’attuale fase in cui si trova la Regione Abruzzo è caratterizzata da una rilevante ristrettezza di bilancio, tale situazione non può e non deve aggravare le condizioni di vita dei cittadini più deboli». Per questo nell’articolo 1 del testo si propone per il 2009 «il rifinanziamento della legge regionale n. 44 del 22 dicembre 2005» a beneficio dei cittadini residenti in Abruzzo in possesso della tessera regionale di libera circolazione rilasciata dal Comune di residenza ed agli appartenenti alle seguenti categorie: i privi di vista per cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad u decimo in entrambe gli occhi con eventuale correzione; i sordomuti, in possesso di certificato di sordomutismo ai sensi dell’art. 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381; gli invalidi minori di diciotto anni che beneficiano dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi 28 marzo 1968, n. 406 e 11 febbraio 1980, n. 18 nonché della legge 21 novembre 1988, n. 508 oppure dell’indennità di frequenza di cui alla legge 11 ottobre 1990, n. 289; i grandi invalidi di guerra, di lavoro, di servizio, i reduci e i combattenti; gli inabili, gli invalidi civili e del lavoro con invalidità permanente superiore o uguale all’80%; i mutilati e gli invalidi di servizio con menomazione ascritta dalla I alla VIII categoria; i mutilati e gli invalidi di guerra, compresi i mutilati ed invalidi civili per cause di guerra; i Cavalieri di Vittorio Veneto che abbiano ottenuto il relativo riconoscimento ufficiale mediante provvedimento formale della competente autorità.