L’AQUILA – Impugnare il patto di stabilità e proclamare uno sciopero regionale dei trasporti. Sono le azioni che intendono intraprendere i sindacati contro la politica aziendale dell’Arpa. Obiettivo: scongiurare i tagli delle corse e l’equiparazione dei dipendenti Arpa a quelli del pubblico impiego.

Sulla questione trasporti, tuttavia, i sindacati si sono spaccati in due fronti: la Cgil, infatti, ha intrapreso un percorso indipendente (per impugnare il patto di stabilità) rispetto a Cisl, Uil, Cisal e Ugl che stanno invece mettendo a punto iniziative comuni (e prevedono uno sciopero regionale per il prossimo mese). 

Dal primo aprile è prevista una riduzione delle percorrenze e delle corse per l’azienda di trasporto pubblico di 2 milioni e 500mila chilometri, pari a 100 corse giornaliere e più di 30mila annue.

A farne le spese saranno soprattutto le province dell’Aquila e di Teramo. Le varie aziende di trasporto, come previsto nella legge di bilancio regionale, proprio in questi giorni stanno presentando i piani di riorganizzazione del servizio che, in concreto, si tradurranno in cancellazioni di corse extraurbane e urbane.

CGIL

“Abbiamo fatto una serie di assemblee con i lavoratori – ha detto il segretario della Filt, la categoria dei trasporti, Domenico Fontana – Cercheremo di impugnare il patto di stabilità perché i dipendenti dell’Arpa non possono essere equiparati a quelli pubblici in violazione della contrattazione nazionale (scatti di anzianità, avanzamenti parametrali). Si determinerebbe, così, la possibile perdita del posto di lavoro per i contratti in scadenza”.

Il sindacato, tuttavia, sta ancora studiando la fattibilità dell’azione legale. “Il piano Arpa è un’assurdità – continua Fontana – anche perché i lavoratori dell’azienda di trasporto abruzzese sarebbero trattati in maniera diversa rispetto ai colleghi di tutte le altre regioni d’Italia”.

Secondo il sindacato, inoltre è “inaccettabile il piano presentato dall’Arpa, non solo per l’insostenibile taglio del servizio, ma anche per la concentrazione della misura sul territorio del capoluogo di regione”. Per la provincia dell’Aquila, infatti, come anche per quella di Teramo, ci saranno più di 800mila chilometri di tagli: il doppio rispetto a quelli previsti per Chieti e Pescara. Il piano Arpa programma, tra l’altro, la concentrazione dei tagli sul periodo non scolastico. “Se tale misura non venisse modificata- continua Fontana –  si determinerebbe una rarefazione del servizio, che per molte realtà significherebbe il completo isolamento con la conseguente spinta all’abbandono di alcuni territori”.

CISL, UIL, CISAL E UGL

Anche le altre sigle sindacali contestano l’equiparazione dei dipendenti dell’Arpa a quelli pubblici. “Questo comporterebbe gravi danni – spiega Alessandro Di Naccio, segretario generale della Cisl Trasporti regionale – come il blocco delle assunzioni e degli aumenti salariali. Significa mettere le mani in tasca a chi prende circa mille euro al mese”.

Per quanto riguarda i tagli, invece, Di Naccio dice: “Vogliamo capire bene la situazione. Alcune corse possono anche essere soppresse perché ci sono delle sovrapposizioni di linee da eliminare. Inoltre i tagli governativi impongono delle ristrettezze”.

Intanto i sindacati stanno organizzando uno sciopero regionale per l’inizio del prossimo mese.