L’AQUILA – “Donare un organo è un gesto di civiltà, significa salvare una vita umana”.
Questo l’appello dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che ha preso parte alla conferenza stampa che ha annunciato per Centro regionale del San Salvatore dell’Aquila il taglio dello storico traguardo dei 500 trapianti di rene. Obiettivo raggiunto ai primi di gennaio 2017 con l’asticella che a tutt’oggi ha toccato quota 504. E sono ben 234 le persone di altre regioni a cui, al San Salvatore, è stato trapiantato il rene e 270 quelle residenti in Abruzzo, 65 nel Molise.
Ma non è stato solo un momento di autocelebrazione: resta il problema di incrementare il numero delle donazioni, che in Abruzzo sono inferiori a quelle di molte altre regioni, per poter effettuare un numero ancora maggiore di trapianti. Attualmente però sono ancora tante le opposizioni, vale a dire il no al prelievo degli organi da parte dei familiari dei donatori: ha infatti raggiunto, in Abruzzo e Molise, la percentuale del 40 per cento (più alta di quella del 2015 che era del 32.7 per cento) rispetto a una media nazionale che si attesta attorno al 30 per cento.
E si è avanzata la proposta di introdurre al San Salvatore anche un centro trapianti per il fegato, che oggi non è presente in Abruzzo.
Presenti in conferenza stampa nell’aula Dal Brollo dell’ospedale, oltre che l’assessore Paolucci, da manager della Asl, Rinaldo Tordera, la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, il responsabile dell’équipe chirurgica del centro trapianti di L’Aquila professor Francesco Pisani, oltre al professor Antonio Famulari.
“Ad ogni trapianto – spiega Pisani – all’ospedale di L’Aquila, c’è un gioco di squadra che coinvolge una serie di servizi tra cui, in modo particolare, l’équipe chirurgica del Centro Trapianti, il Coordinamento Regionale Trapianti e il Centro di Tipizzazione Tissutale, con la collaborazione degli altri reparti e servizi dell’ospedale. Nonostante gli ottimi risultati raggiunti bisogna fare di più sul piano della sensibilizzazione della popolazione sulla donazione”.
Un concreto passo in avanti è stato compiuto, a fine 2014, con l’avvio, anche in Abruzzo, dell’iniziativa, condotta a livello nazionale, ‘Una scelta in Comune’. Si tratta della possibilità, al momento del rinnovo della carta d’identità in Municipio, di dare il proprio assenso alla donazione d’organo, Al 22 gennaio sono state 5.016 i sì alla donazione da parte dei cittadini abruzzesi che, in 29 comuni della Regione, hanno aderito all’iniziativa.
E poi la proposta per rilanciare l’idea di aprire anche un repato per il trapianto del fegato.
“Le attrezzature, e le professionalità ci sono – spiega Pisani l’idea è assolutamente percorribile, con un percorso di formazione specifica e mirata, perchè serve una preparazione a vasto raggio su tutto l’ospedale, occorre un insieme che deve ruotare intorno. L’Abruzzo non ha oggi un centro trapianti per il fegato, e come dimostrano i risultati ottenuti con quello del rene, potrebbe ulteriormente incrementare la mobilità attiva verso il nostro territorio, avrebbe insomma ricadute economiche importanti per la Asl”.
“Oggi non facciamo un’autocelebrazione – ha poi dichiarato l’assessore regionale Paolucci – perché i risultati ottenuti in tanti anni di lavoro costituiscono il riconoscimento di un’attività, quella svolta all’Aquila, che è apprezzata a livello nazionale. Sul fronte dell’attività dei trapianti la Regione può ancora investire poiché è un aspetto cruciale della sanità abruzzese”.
Il manager Tordera ha rilanciato la ‘cultura’ della donazione. “Il traguardo dei 500 trapianti, deve servire a diffondere sempre più il valore della donazione d’organo, uno dei pilastri della nostra società che salda altruismo al più alto livello, solidarietà e valenza etica”.
La rettrice dell’ateneo, Inverardi, ha detto che “mettere insieme le risorse è un dovere delle istituzioni impegnate, per migliorare sempre più l’offerta sanitaria”.






