CELANO – Un fiume di gente è accorso ieri nella chiesa di San Francesco a Celano (L’Aquila) per dare l’ultimo saluto a Maurizio Cornelio, il 44enne morto per una caduta sul Sirente dove si era recato per un’escursione.
Cornelio, esperto escursionista, era molto conosciuto non soltanto per il fatto di essere diventato l’ombra del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, di cui era collaboratore e amico fraterno, ma soprattutto per la sua grande vitalità e umanità.
Don Claudio Ranieri, nella sua omelia, ha ricordato quando Maurizio andò da lui per annunciargli che, grazie al suo intervento, la croce sulla vetta della Serra era finalmente illuminata e rischiarava le notti del posto: “Solo tu sai con quanta voglia e quanta passione sei riuscito a farla illuminare di nuovo”, ha detto il sacerdote.
Una montagna amata, da vero sportivo che non si faceva mancare lunghe passeggiate in bicicletta, che l’ha voluto con sé: “il modo perfetto per morire” aveva confidato agli amici più stretti, gli stessi che lo consolavano per la prematura scomparsa della madre amatissima.
Maurizio Cornelio era anche una persona con un alto senso della solidarietà: si era messo a disposizione nelle ore immediatamente successive al terremoto del 6 aprile 2009, così aveva fatto durante l’ondata di maltempo dello scorso febbraio, quando era salito con gli sci a portare viveri alle famiglie isolate e nei giorni scorsi aveva fatto parte delle squadre di soccorso intervenute a Campo Imperatore dopo il blocco della seggiovia delle Fontari che ha tenuto 30 persone al gelo per un’ora.
In Provincia gli amministratori pubblici e i dipendenti lo ricordano per la disponibilità e la passione per la fotografia: sue le migliori immagini degli eventi cui partecipava Del Corvo, al quale lo legava un sentimento di complicità disinteressata raro da trovare in politica.
Alle esequie, al fianco dei familiari, oltre a un Del Corvo a pezzi, il sindaco di Celano, Filippo Piccone, il presidente del Consiglio provinciale, Filippo Santilli, sindaci del circondario, consiglieri e dipendenti provinciale e tanta gente comune.





