L’AQUILA – “Entro uno o due giorni, il traforo del Gran Sasso sarà riconsegnato a Strada dei Parchi e la circolazione stradale tornerà alla normalità”.
Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa a palazzo Silone, sede della Giunta regionale, il commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, l’ingegnere Pierluigi Caputi.
Una decisione, ha spiegato Caputi, presa all’esito di una riunione di questa mattina, nel corso della quale “Italferr ci ha rappresentato la non possibilità di determinare le cause della turbativa e della non trasparenza delle acque, non dipendenti comunque dai lavori. Pertanto, in attesa di approfondimenti sulle cause, ho dato l’assenso all’interruzione dell’attività in galleria”.
Una svolta, il suo annuncio, nella intricata vicenda della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, dopo la comunicazione, venerdì scorso, della possibile rottura di una ‘canala’ del collettore idrico, insieme all’innalzamento del livello di torbidità dell’acqua, scoperta prima dell’inizio dei lavori di carotaggio ad opera della società Italferr del gruppo Rfi, che ha determinato la sospensione in partenza del cantiere. Senza però che per questo sia stato sospeso il transito con senso alternato di marcia, con semafori verdi o rossi ogni 25 minuti, con file chilometriche ed enormi disagi.
Durante il suo intervento Caputi ha dato come tempistica “uno o due giorni”, per il ritorno al traffico normale, poi ai cronisti ha dato come tempistiche “due o tre giorni”, rimossi i materiali di cantiere.
Caputi ha confermato che l’intorpidimento non dipende dai lavori spiegando che “i mezzi Italferr sono entrati in galleria dal versante aquilano con due ore di ritardo perché c’erano procedure burocratiche da perfezionare. E siamo benedette quelle due ore, perché quando è arrivata la telefonata del direttore dei lavori con la richiesta di fermare tutto, facendo una foto al chilometraggio della galleria, risulta che i mezzi non erano sul luogo”.
Insomma: “l’intorpidimento non è stato determinato dalle perforazioni, ora resta da capire cosa è successo, e di questo si è fatto carico Ruzzo reti. E intanto va preso atto che il sistema di sicurezza a presidio del sistema idrico è perfetto, appena si è verificata una anomalia è entrato in funzione”.
Ha poi tenuto a spiegare Caputi: “Noi abbiamo avviato una procedura ordinaria, come si fa per ogni progetto, e così come è previsto dalle norme, chi affida la progettazione fa un documento di intenti, redige un ‘quadro esigenziale’, che pone limiti alla progettazione, che in questo caso è stata affidata ad Itaferr. Ebbene, tre sono state le prescrizioni: non si deve turbare l’equilibrio idrogeologico, ovvero i prelievi di acqua. Dobbiamo avere certezza che le dotazioni idropotabili rimangano le stesse, ovvero non devono esserci drastiche riduzioni di portata, terzo che si rispetti la normativa vigente riguardo le distanze tra il cantiere e le risorse idropotabili. Per questa ragione abbiamo messo a disposizione tutti i dati disponibili di conoscenza ai progettisti”.
Ha concluso Caputi: “alla base dell’incarico che ho ricevuto c’è la difesa l’interesse pubblico. Sono pertanto aperto a tutte le soluzioni alternative, purché ovviamente mi vengano articolate in modo tecnico e scientifico, e il mio auspicio è che in vicende come queste, non ci siano guelfi e ghibellini”.
Intanto, domani mattina è in programma un altro appuntamento importante la cui fissazione ha cambiato alcune riunioni di oggi e domani: alle ore 10 è stata convocata una seduta straordinaria Commissione di Vigilanza del consiglio regionale, da parte del presidente Sandro Mariani, del Pd.
L’ordine del giorno è il seguente: “Messa in sicurezza acquifero del Gran Sasso – problematiche connesse all’esecuzione delle attività di indagini preliminari alla progettazione e sospensione dei lavori
del 17 ottobre”.
Questi i convocati; oltre a Caputi, Alessia Cognitti, il presidente ed ad della Ruzzo reti, società del ciclo idrico integrato del Teramano, Ivo Pagliari, presidente Gran Sasso Acqua S.p.A., che gestisce il ciclo idrico nell’Aquilano, Maurizio Di Giosia direttore generale della Asl di Teramo, per le competenze connesse al Sian, Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione, la società pubblica che si occupa dalla potabilità dell’acqua.
Proprio per la riunione della commissione di Vigilanza, è stata anticipata ad oggi a Teramo presso la Asl di Teramo il summit con lo stesso Sian prevista per domani a Roma.






