L’AQUILA –  “Se non ci fosse stato l’intorbidimento delle acque, di cui tuttora si ignora la causa, si sarebbero avviati lavori di perforazione della montagna sotto il traforo del Gran Sasso su cui ora molti esprimono seri dubbi, sia sulla reale utilità, sia, ed è grave, sulla possibile pericolosità”.

Così in una nota il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, che evidenzia la necessità di avviare “la procedura del dibattito pubblico”, e un “calendario di riunioni della Commissione territorio che il presidente Emiliano Di Matteo mi ha già assicurato di convocare, chiamando in audizione tutti i tecnici e i protagonisti scientifici e istituzionali”.

“Ogni intervista, ogni approfondimento, ogni ricostruzione storica e scientifica della vicenda del Gran Sasso, confermano – giorno dopo giorno – la necessità di riflettere, coinvolgere tutti gli attori interessati, informare con l’opinione pubblica: perché la scarsa trasparenza può generare sottovalutazione o allarmismo”

“Per questo è stato giusto fermare tutto, riaprire il traffico autostradale sotto la galleria e, soprattutto, avviare un dibattito serio: sono in gioco il bene pubblico più prezioso di tutti, cioè l’acqua, il futuro del Laboratorio di Fisica Nucleare, un’arteria di comunicazione che unisce l’Italia attraverso l’appennino. Questioni di valore nazionale, non locale”, aggiunge Pietrucci.