PESCARA – La provincia di Pescara paradiso degli estorsori e assediata dalla microcriminalità. Quella dell’Aquila che vive un dramma occupazionale, soprattutto giovanile, nonostante i cantieri della ricostruzione post-terremoto. La provincia di Chieti con l’aria inquinata, ma dove si vive bene. Teramo ultima in Italia per tenore di vita e con un altissimo disagio psichiatrico.
Sono tanti gli aspetti che si scoprono spulciando le fitte tabelle della classifica sulla qualità della vita nelle 110 province italiane, realizzata come ogni anno dall’Università La Sapienza di Roma, e pubblicata dal quotidiano Italia Oggi, elaborando una gran mole di dati relativi alle dimensioni di affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.
Dalla classifica, che già alimenta le polemiche politiche, l’Abruzzo non esce affatto bene.
La provincia di Chieti, quella che fa meglio, è al 60° posto, recuperando 15 gradini rispetto al 2015. Al 68° posto Teramo, che perde 16 posizioni. Ancora più in fondo L’Aquila, all’85° posto, nel 2015 era al 71°. Ultima tra le abruzzesi Pescara, al 99° posto, e che perde ben 20 posizioni. Tutte insomma nella terza fascia, “scarsa” e nella quarta, “insufficiente”.
Tutte e quattro molto lontane dalle tre province sul podio, Mantova, Trento e Belluno, e pericolosamente sempre più vicine alle zone dove, secondo i parametri dei ricercatori della Sapienza, la qualità della vita è pessima, ovvero Napoli, Siracusa e Crotone.
Al di là della classifica generale è, però, utile ai cittadini, per farsi un’opinione più informata, e agli amministratori, per individuare i punti deboli e i problemi da risolvere, entrare nel dettaglio delle varie voci che compongono la corposa ricerca.
Cominciando dalla sezione “Affari e lavoro”: tra le province abruzzesi in seconda fascia, “accettabile”, c’è solo quella di Teramo, al 64° posto. Le altre sono in terza fascia “scarsa”, Chieti 69° posto, Pescara 75°, e fanalino di coda L’Aquila, 77°.
Entrando nel dettaglio, a incidere negativamente è il tasso di disoccupazione. La situazione più grave è nella provincia dell’Aquila, 76ª, con un tasso del 14,6 per cento, che soffre per le aree interne in via di spopolamento, e per le tante crisi industriali che affiggono Avezzano, Sulmona e lo stesso capoluogo. È la conferma che la ricostruzione post-terremoto non ha fatto da volano, come si credeva e sperava.
Pescara è invece 69ª, 12,9 per cento di tasso, Chieti 64ª, 11,6 per cento, Teramo 62ª, 11,4 per cento, in medio-bassa classifica.
Drammatica, all’Aquila, vista la 105ª piazza, anche la disoccupazione giovanile, ben il 63 per cento, quando per fare un confronto a Belluno il tasso è solo del 17,6 per cento e a Forlì, Vicenza e Pistoia del 21. Le altre tre province abruzzesi sono a metà classifica con il 41 per cento di Pescara, il 43 per cento di Chieti e il 45 per cento di Teramo.
Si scopre, poi, che la città aquilana è solo 58ª per numero di imprese registrate, 10.004 ogni 100 mila abitanti, mentre va meglio nelle altre tre: Chieti è 12ª (11.611), Teramo 16ª (11.496), Pescara 20ª (11.340): tutte e tre in prima fascia, classificata “buona”.
All’Aquila e Teramo alto è il numero anche delle aziende cessate, rispettivamente occupazione le piazze consecutive 81ª , 6,30 ogni cento, e 82ª con 6,31.
Altro parametro preso in considerazione è il numero dei protesti, sintomo di disagio economico, di aumento di coloro che non riescono a onorare i loro debiti.
Le quattro abruzzesi sono in fondo alla classifica, ovvero tra le città dove il fenomeno è preoccupante: Teramo 82ª, Chieti 85ª, L’Aquila 93ª e Pescara 95ª, tra i 34,8 e 41,3 euro per abitante. A Rieti prima in classifica sono appena 2,4 euro, a Bolzano, che segue a ruota, 3,5.
Si passa poi a un altro parametro che contribuisce indubbiamente alla qualità della vita, ovvero l’ambiente.
In questa sottoclassifica solo Teramo sta messa abbastanza bene, al 19° posto, malissimo Chieti, al 105°, come anche L’Aquila, 95°, e Pescara, 91°. Non è certo un bel biglietto da visita per una regione che vanta tre parchi nazionali e uno regionale, oltre a paesaggi straordinari.
A fare cattiva classifica, però, sono parametri oggettivi, come quelli dell’inquinamento, e Chieti è addirittura ultima in classifica, 110ª posizione, assieme a Crotone, La Spezia e Vibo Valentia Sono ben 64 i giorni di sforamento in un anno per le concentrazioni di biossido di azoto.
L’Aquila invece è in alta classifica, al 27° posto (20 giorni), in queste settore. Pescara 59ª (42 giorni) e Teramo 70ª (64 giorni).
D’altra parte, la provincia aquilana langue ultima in classifica, in compagnia ancora una volta di Chieti, per il numero di giorni di sforamento delle concentrazioni di Pm10, 110 giorni in un anno.
Teramo è invece in alta classifica, 22ª, mentre la provincia di Pescara, nonostante le emergenze smog del capoluogo, si colloca a metà graduatoria, al 61° posto.
Sempre Chieti e L’Aquila languono in fondo per quanto riguarda il consumo pro capite di acqua, rispettivamente 348 litri e 444 litri. Ad Arezzo prima in classifica, pre fare un confronto, i litri procapite sono solo 136.
Malissimo il numero di metri di piste ciclabili: all’Aquila ce ne sono appena 4,3 metri per abitante, a Chieti, dice la classifica, zero. Nel capoluogo altissimo è il numero di auto circolanti, trovandosi al 98° posto di questa speciale classifica: 67 ogni 100 abitanti, a Teramo, anch’essa in bassa classifica 86.
L’Aquila si rifà con il 2° posto assoluto per numero di pannelli fotovoltaici installati negli edifici comunali: con 90 kilowatt ad abitante.
Per quanto riguarda la capacità di depurazione delle acque, quelle che stanno messe peggio in Abruzzo sono Pescara e L’Aquila, rispettivamente al 55° e al 94° posto. Bene invece Teramo, 14ª, e Chieti, 15ª.
Nell’indagine si fa un focus anche sui soli comuni capoluogo, per quanto riguarda la frazione di territorio destinato ad aree verdi e si scopre che L’Aquila è quarta in Italia.
Ad abbassare la media delle aree verdi devono essere le altre città, l’Aquilano inteso come provincia crolla, infatti, al 102° posto, due posizioni sopra Chieti, ferma al 104°. Le altre province sono a metà classifica.
Altro aspetto decisivo per la qualità della vita è il tasso di criminalità in un determinato territorio. Un problema che, in Abruzzo, riguarda soprattutto Pescara, che sprofonda al 104° posto. Male anche Teramo, 64ª. Decisamente più sicure le province dell’Aquila, 23° posto, e Chieti, 25°.
Nel dettaglio Pescara è ultima in Italia per quanto riguarda le estorsioni, 26 casi denunciati ogni 100 abitanti, fenomeno più diffuso rispetto anche a città preda della criminalità organizzata.
Il capoluogo adriatico è in fondo alla classifica anche per i reati contro il patrimonio, 97°, per i reati connessi allo spaccio di stupefacenti, 101° con 75 reati ogni 100 mila abitanti, per i casi di lesioni e percosse, 102°, 173 casi ogni 100 mila abitanti, per furti d’auto, 99°, con 261 casi, e tentati omicidi, 74°, 2,4 casi, e anche rapine, 94°, con 52 casi sempre ogni 100 mila abitanti.
Per quanto riguarda, invece, le rapine in banca e negli uffici postali, quella che sta messa peggio in Abruzzo è la provincia di Teramo, al 103° posto, 4 casi ogni 100 mila abitanti.
Non preoccupante emerge dalla ricerca il dato dei furti in appartamento: le quattro abruzzesi sono tutte in medio-alta classifica.
Altro parametro preso in considerazione, quello del disagio sociale. Quello maggiore risulta essere, anche in questo caso, in provincia di Pescara, al 105° posto. Vanno male anche L’Aquila, 79ª, e Teramo, 96ª, in terza fascia. Molto meglio Chieti, 30ª e nella prima fascia.
Scendendo nel dettaglio, a Pescara particolarmente alto è il tasso di suicidi, 94ª in Italia, 10,6 casi ogni 100 mila abitanti. La provincia dell’Aquila invece è al 15° posto, Chieti al 39° e Teramo al 40°.
A Pescara rappresentano un’emergenza anche i reati a sfondo sessuale sui minori, essendo penultima nella classifica italiana, 4,3 casi, con Teramo che invece è al 102° posto con 3,5. Non preoccupa il fenomeno all’Aquila, all’11ª posizione.
Per quanto riguarda i disturbi psichiatrici, fanalino di coda delle abruzzesi è Teramo, sprofondata al 104° posto. Si sono registrati infatti 5,4 ospedalizzazioni ogni cento abitanti. Poco più su, ma la situazione è grave anche da questo punto di vista, Pescara, al 98° posto, con 5,2 ospedalizzazioni.
A spiccare in questa sezione il fatto che ultima in Italia è la provincia di Teramo, e anche L’Aquila, 92ª, e Pescara, 102ª, non se la passano bene.
Al contrario Chieti è in altissima classifica, al 9° posto, lontana e di molto anche dalle altre due province abruzzesi.
Che cosa fa che il tenore di vita sia così basso in Abruzzo, fatta eccezione Chieti? Uno dei parametri presi in considerazione è la variazione dei prezzi al consumo, ovvero una misura statistica formata dalla media dei prezzi per mezzo di uno specifico di 500 prodotti.
In questo si scopre che Chieti è addirittura prima in Italia, indenne da inflazione. Teramo, invece, è ultima con un incremento di 1,4 euro in media. Male anche L’Aquila, dove la variazione è di 30 centesimi di euro, e Pescara, 54 cent.
Le pensioni degli abruzzesi sono generalmente basse, con tutte quattro le province a fondo classifica, e ben sotto la media nazionale. All’Aquila l’assegno medio mensile è di 508 euro, a Teramo 651 euro, a Chieti 677 a Pescara 718. Per fare un confronto a Milano sono di 1.153 euro, a Torino 1.049, a Roma 990 euro.
Da “zona retrocessione” anche la spesa media procapite per consumi: all’Aquila 923 euro, a Pescara 902, a Chieti 893 come a Teramo. Cifre molto distanti dai 1.444 euro di Milano e dai 1.393 euro di Bologna.
Per quanto concerne, infine, i prezzi al metro quadrato degli appartamenti, quelli di Teramo e Chieti sono da alta classifica, ovvero costano meno che altrove: 1.063 euro a Teramo, al 16° posto, 1.225 a Chieti, al 30°. In provincia dell’Aquila, 44ª, invece il prezzo medio è 1.391 euro mentre in provincia di Pescara, 79ª, le case costano molto,1.830 euro al metro quadrato.
Per la cronaca i prezzi più alti delle case sono quelli di Roma, Milano e Venezia, sopra i 4 mila euro, i più bassi a Caltanisetta, 688 euro.






