L’AQUILA – Nella ricerca del candidato sindaco per le elezioni amministrative dell’Aquila il Popolo della libertà continua a viaggiare in ordine sparso.

Nei giorni scorsi il coordinatore regionale del partito, il senatore Filippo Piccone, ha proposto l’investitura di una personalità “di livello tecnico altissimo, che possa garantire la capacità di incidere non solo nei processi della ricostruzione, ma anche in quelli del tessuto socio-economico. Se fosse aquilano, come auspico, sarebbe l’optimum”.

Una sorta di Mario Monti aquilano che sembra ricalcare l’identikit del vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti, il cui posto nella Struttura di gestione dell’emergenza è a rischio dopo la caduta del governo di Silvio Berlusconi, e che potrebbe essere in cerca di una ricollocazione per continuare a calcare la scena del capoluogo.

Fabrizio Di Stefano, vice di Piccone e suo collega a palazzo Madama, invece, la sua scelta l’ha fatta già da un po’: pur condividendo la proposta del leader pidiellino abruzzese ha detto a chiare lettere che una figura così all’Aquila non c’è, quindi meglio chiudere subito la partita e candidare il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, esponente del Movimento per le autonomie.

L’ipotesi De Matteis è stata definita da Di Stefano “degna della massima attenzione”, lo stesso senatore ha formulato “l’auspicio che la nostra dirigenza aquilana trovi al più presto una convergenza univoca”.

Piccone e Di Stefano, però, sanno che devono fare i conti con l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che è anche coordinatore provinciale del Pdl aquilano fino al prossimo congresso, previsto per i primi di dicembre ma su cui aleggiano molte incognite: secondo alcuni, addirittura, potrebbe non farsi, ma il segretario nazionale Angelino Alfano ha bisogno di far uscire il partito dall’impasse e ogni cosa che possa dare una scossa viene vista come salutare, comprese le elezioni per la scelta dei nuovi responsabili locali.

Giuliante da qualche giorno sta agitando uno spettro: la sua discesa in campo per sbarrare la strada a De Matteis.

Un gesto forte, al limite del clamoroso, ma utile per mettere i vertici regionali del Pdl di fronte a un bivio: se si fanno le primarie, cosa di cui De Matteis non vuol sentir parlare, Giuliante potrebbe essere l’unico candidato, o semmai si troverebbe contro uno dei suoi storici oppositori, come il direttore regionale dei Trasporti Carla Mannetti o il segretario abruzzese della Destra e consigliere comunale all’Aquila, Luigi D’Eramo, ma comunque con l’esponente Mpa fuori dai giochi, come vuole l’assessore; se le primarie, invece, non si fanno il partito non potrebbe sconfessare il suo rappresentante territoriale e optare per un uomo di un’altra formazione.

La strategia non fa una piega, quello che resta da valutare è fino a che punto quella di Giuliante è una volontà reale o semplicemente una minaccia per stoppare De Matteis, non è da escludere, d’altra parte, che abbia già un nome in mente da spendere ma che lo stia tenendo nel taschino per logorare, nel frattempo, l’immagine e i nervi della seconda carica dell’Emiciclo e calare l’asso al momento giusto.

De Matteis sarebbe anche pronto a partire lancia in resta da solo, per farsi rincorrere dal Pdl, ma c’è chi dentro al movimento berlusconiano lo ha invitato alla calma e gli ha confidato che tutto si sistemerà e lui sarà incaricato di provare a scippare la guida del Comune dell’Aquila al centrosinistra che, intanto, nonostante i guai che pure ha, si gode la scena dalla finestra e si frega le mani.