L’AQUILA – È Vittorio Festuccia l’asso che vogliono calare Sinistra ecologia e libertà, Rifondazione comunista e malpancisti del Partito democratico al tavolo delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco alle comunali dell’Aquila della primavera 2012.
Alcuni emissari di Sel e Prc, in accordo con la fronda del Pd che non ha digerito la riconferma dell’attuale primo cittadino, Massimo Cialente, avrebbero sondato la disponibilità del primario di Medicina generale del San Salvatore, già capogruppo dei Democratici di sinistra al Comune dell’Aquila nella scorsa legislatura e consigliere provinciale che, nel 2007, si dimise dagli incarichi elettivi in polemica con i vertici del suo partito dopo la scelta di Cialente quale candidato al ruolo di sindaco nella passata tornata amministrativa.
Se Festuccia dovesse accettare lo scenario politico del capoluogo vivrebbe una piccola rivoluzione.
Innanzitutto verrebbe rimesso in discussione il patto di ferro siglato da vendoliani e Rifondazione con l’Italia dei valori, con i dipietristi ormai sempre più polemici con Cialente (un “sindaco-tentenna” l’ha definito il segretario cittadino Idv, Lelio De Santis) e pronti a far scendere in pista il capogruppo al Comune, Angelo Mancini, anche se c’è una fronda interna che vedrebbe di buon occhio l’ipotesi Festuccia.
Ma a rimanere spiazzata sarebbe anche quella parte dei comitati che si sono riuniti intorno all'”Appello per L’Aquila”, sottoscritto dallo stesso Festuccia insieme a tanti fuoriusciti dei partiti del centrosinistra e da una nutrita pattuglia di aderenti ai movimenti civici che hanno animato il dibattito aquilano nel post-terremoto.
A spingere Festuccia a fare il grande passo potrebbe essere la voglia di rivalsa nei confronti della nomenklatura dei democrat che quattro anni fa gli preferì Cialente (e che nel 2008 non lo sostenne con convinzione alle primarie per le regionali, vinte dall’ex sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio), e la volontà di rientrare da protagonista nell’agone politico, dopo l’amaro addio ai Ds.





