L’AQUILA – Il centrodestra abruzzese è sicuro, nei collegi uninominali per il centrosinistra sarà cappotto. Ma la coalizione deve fare i conti con i catapultati, che rischiano di essere più del previsto dopo l’accordo che Silvio Berlusconi avrebbe stretto con Matteo Salvini per cedere la gran parte dei collegi a candidati leghisti nelle regioni del Nord, che rischia di avere effetti al Meridione, dove piomberà un esercito di fedelissimi dell’ex premier.
Le pedine più importanti da scegliere riguardano i 7 collegi uninominali, dove andranno cioè in scena i derby uno contro uno, cinque per la Camera e due per il Senato, in cui è essenziale puntare ai maggiori portatori di voti, quindi espressione dei territori. Qui la ripartizione tra forze della coalizione dovrebbe contemplare quattro candidati a Forza Italia, e uno ciascuno per gli alleati di Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e la cosiddetta quarta gamba, in cui confluiscono ex alfaniani, eredi dell’Udc e altri centristi.
Esclusi questi ultimi tre, insomma, la partita è tutta all’interno degli azzurri, che per ora stanno ragionando essenzialmente sui capilista.
Per Montecitorio, dove secondo un sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli diffuso dal Corriere della Sera, potrebbe finire con 3 seggi al Movimento cinque stelle e 2 al centrodestra, lasciando a 0 Partito democratico e alleati, è considerato un collegio di sicura elezione quello di Chieti, che include anche la Valle Peligna e i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli (Pescara), per il quale è piuttosto blindata la posizione dell’uscente Fabrizio Di Stefano, ma non è esclusa la partecipazione del consigliere regionale Mauro Febbo, anche se la sorte dei due è legata alle strategie in vista delle elezioni regionali, visto che entrambi potrebbero ambire alla candidatura alla presidenza.
Più difficile la partita nel collegio L’Aquila, Marsica e Alto Sangro (Abruzzo 01), che nella logica spartitoria potrebbe toccare a Fratelli d’Italia, anche se non è escluso un colpo di teatro dei salviniani con l’ex assessore regionale Gianfranco Giuliante.
Qui il partito di Giorgia Meloni potrebbe catapultare Marco Marsilio, deputato dal 2008 al 2013 e segretario amministrativo di Fdi, romano di origine abruzzese. Un boccone che sarebbe maldigerito dall’intero centrodestra aquilano, che ha ribaltato a sorpresa le precedenti amministrative battendo dopo 10 anni il centrosinistra e ora sulla scia dell’entusiasmo vorrebbe riuscire a eleggere un parlamentare cittadino, cosa che non capita da decenni. Ma sia il sindaco, Pierluigi Biondi, Fdi, amico personale della Meloni, sia il vice, Guido Liris, forzista, sembrano nicchiare le ipotesi di candidatura e vengono considerati gli unici due nomi spendibili. Anche se tra i salviniani, l’assessore biondiano e coordinatore provinciale Emanuele Imprudente non sembra pensarla in modo così rigido e non si escludono proposte alternative.
A questo quadro già difficile di per sé si aggiunge proprio il rapporto Biondi-Meloni, che porterà alla richiesta di fare largo ai locali per far entrare Marsilio sia come capolista del proporzionale sia all’uninominale, una presenza monopolistica insomma. Per azzerare maldipancia ed evitare candidature suicide, tenendo compatto il fronte, secondo quanto appreso da fonti interne al centrodestra Biondi sarebbe intenzionato a trascinare fino ad allora la partita della nomina dei nuovi vertici delle municipalizzate nella logica dello spoil system, i cui nomi sono stati anticipati da AbruzzoWeb già la scorsa estate, ma la delibera è rimasta impantanata in Giunta fin da allora per motivi parsi non esattamente insormontabili.
Dispensando nomine a febbraio, è la logica, la rinuncia a parlamentari aquilani sarebbe metabolizzata un po’ meglio. Ma non è detto che il gioco riesca e intanto, secondo alcuni, gli atti dei presidenti, non tutti, in prorogatio da oltre un mese potrebbero essere nulli.
Ma la partita di Fratelli d’Italia si gioca anche sul fronte teramano (Abruzzo 02), dove scalpita l’ex assessore regionale Giandonato Morra, coordinatore regionale insieme a Etelwardo Sigismondi. Questo collegio, tuttavia, è piuttosto sovraffollato di pretendenti in casa Forza Italia, visto che l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi sembra pronto a giocarsi i suoi rapporti con Gianni Letta e con lo stesso Berlusconi, ma anche il recordman di preferenze all’Emiciclo Paolo Gatti viene avvistato sempre più spesso a Roma. Secondo i bene informati, dal partito nazionale ancora non hanno digerito la “sbandata” di quest’ultimo per Fratelli d’Italia, con cui si candidò alla Camera nel 2013, e lo stesso “strappo” comunale per aver costituito una lista civica, Futuro In, nonostante fosse iscritto ed eletto all’Emiciclo con Forza Italia. Per non parlare della caduta del sindaco Maurizio Brucchi, di cui Gatti porta la firma.
Nel collegio Abruzzo 03, che comprende quasi tutta la provincia di Pescara ad esclusione di Popoli e Bussi sul Tirino ma con l’aggiunta del comune di Silvi (Teramo), lo scontro sembra essere tra il capogruppo all’Emiciclo, Lorenzo Sospiri, e il coordinatore provinciale Carlo Masci. Quest’ultimo caldeggiato dal coordinatore regionale Nazario Pagano, ma da alcuni ritenuto meno forte di Sospiri, che al contrario di lui gode dell’amicizia, non solo politica, di molti amministratori locali.
Nel collegio Abruzzo 05, che include i comuni chietini della costa come Francavilla al Mare, Vasto, Ortona e San Salvo, e dell’interno come Lanciano e Atessa, non è un mistero che l’idea di Forza Italia sia quella di puntare sul sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca.
Nei due seggi proporzionali, Teramo-L’Aquila e Chieti-Pescara, potrebbero trovar posto, rispettivamente, Chiodi e Pagano, ritenuti meno avvezzi di altri al porta a porta e alla campagna elettorale pancia a terra che invece impone lo scontro diretto del collegio uninominale. Il coordinatore regionale potrebbe trovare posto anche nella quota proporzionale del Senato, dove gli azzurri confidano nell’elezione sicura di almeno un rappresentante.
Mentre sembra fuori dalla partita il senatore Antonio Razzi, eletto per la prima volta dagli italiani all’estero e transitato nell’Italia dei valori prima di approdare alla corte berlusconiana, che non gode di particolari consensi nel partito abruzzese. Stesso discorso per la senatrice Paola Pelino, che per questo, oltre che per il fatto che è al terzo mandato, potrebbe essere costretta a cedere il posto al sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, in ballo per una candidatura nella quota proporzionale alla Camera.
La quarta gamba, in Abruzzo appannaggio quasi esclusivamente dell’Udc, potrebbe poi rivendicare il collegio chietino, per il quale è in pole position il sindaco di Fossacesia e segretario regionale del partito della vela, Enrico Di Giuseppantonio, ma non sembra escluso che possa soffiargli il posto pazientemente atteso Anna Paola Sabatini, vastese classe 1979 direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Molise.
Della pattuglia degli uscenti di centrodestra fanno poi parte Filippo Piccone, fuori dai radar da un po’, Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, e Gaetano Quaglieriello. Per tutti e tre la strada sembra in salita, anche se l’esperienza della seconda, cinque anni fa eletta a sorpresa in una posizione in lista che tutti disdegnavano, insegna che in politica tutto puo’ succedere.





