CHIETI – Si tiene domani, 4 giugno a Torrevecchia Teatina (Chieti), il terzo torneo Sampdoria club di Chieti dedicato a Giustino Romano, studente laureando in ingegneria vittima del terremoto de L’Aquila, il 6 aprile 2009. Per tener vivo il ricordo e non dimenticare, alle ore 11.00 presso il Palazzo Ducale si terrà la presentazione del libro “Ventitre secondi”, Kellermann editore, in cui l’autore Alessandro Aquilio racconta il terremoto dello scorso 6 aprile 2009 da un punto di vista intimo, famigliare.
“Ventitre secondi”, che ha la prefazione della cantautrice Paola Turci, è appena stato presentato nella giornata inaugurale del Salone Internazionale del Libro di Torino e in oltre 30 città italiane ed estere. Dopo Londra, dove ha ricevuto l’apprezzamento dell’ambasciata italiana, è stato ultimamente premiato a Basilea con l’Ace Award Novartis.
“Per me è un onore poter presentare Ventitre secondi in occasione del Torneo dedicato a Giustino Romano. Un’occasione per tener vivo il ricordo non solo della mia città, L’Aquila, ma soprattutto di Giustino, giovane vittima del sisma. Oggi, la mia vicinanza e il mio abbraccio vanno ai suoi familiari e amici” ha dichiarato Alessandro Aquilio. “Al netto delle polemiche e degli schieramenti politici, oggi il maggior rischio che corre L’Aquila ha un nome ben preciso: Indifferenza. Nell’anno dei 150 anni dall’unità d’Italia e del secondo anniversario dalla notte del 6 aprile, sono convinto che con la vicinanza e il ricordo di tutti i cittadini italiani si possano accelerare le tappe verso la difficile strada della ricostruzione. Ma è necessario anche l’impegno di tutti gli aquilani, in primis gli organi istituzionali. Ognuno di noi può e deve dare il proprio contributo per la nostra città. Proprio per questo è nato il libro: per testimoniare e continuare a parlare del nostro terremoto”.
Definito dalla critica un “libro importante”, “una storia che ne tace altre mille” e che “ci dice molto più di quanto abbiamo letto su giornali e visto in tv”, grazie alla vividezza delle immagini descritte, Aquilio guida il lettore in una storia ancor più coinvolgente perché vera, che riesce a far vedere il terremoto – o il Vigliacco, come viene chiamato nel libro – e i suoi effetti anche a chi non lo ha vissuto né è mai stato a L’Aquila.
Attraverso lo sguardo dell’autore e le vicende della sua famiglia si vive nel particolare una tragedia collettiva, dimostrando che spesso le storie individuali hanno in sé il germe dell’universalità, del poter parlare a tutti ed essere accessibili a tutti.
“La storia racchiusa in Ventitre secondi mi ha sorpresa e resa fragile, mettendomi davanti a questo senso di impotenza che fatica a lasciarmi. Non credevo potesse arrivare al punto di farmi sentire un’aquilana, come tanti” afferma Paola Turci, tra le protagoniste di Amiche per l’Abruzzo, che ha curato l’introduzione al libro. “Leggere queste pagine esige una disponibilità a lasciarsi colpire allo stomaco e al cuore. A lasciarsi trafiggere e a sanguinare. Io ho scelto di farlo, immedesimandomi a fondo nei sentimenti e nelle emozioni descritte in questo racconto di vita vera. Per tutti questi motivi, e per molto altro, ringrazio Alessandro, per aver condiviso con tutti noi il dolore, lo stupore, l’amore, la rabbia e, sopra ogni cosa, la forza di ricominciare”.
Nel racconto di poche persone, l’eco di centomila vite, di un’intera città, di una collettività che ha visto con i propri occhi la paura e il senso di smarrimento che si può provare di fronte a un evento come il terremoto. Il sisma costringe a fare i conti con il caso, con la propria dimensione umana, in una società che pare offrire solamente certezze. Gli stessi occhi, però, hanno saputo riprendere a sgranarsi e reagire al dolore, all’incredulità, allo sconforto e oggi sono ancor più consapevoli di quanto fugace possa essere la vita, di quanto coraggio ci voglia a saper intraprendere un nuovo inizio, a testa alta.



