L’AQUILA – Non tutti gli aquilani sanno di cosa si tratti ma a Tornimparte (L’Aquila) si ripete di anno in anno una curiosa tradizione che affonda le sue radici nel paganesimo: “Ju calenne”.
Perciò Vincenzo Gianforte, tornimpartese amante della cultura popolare e Giacomo Carnicelli, fotografo aquilano, hanno pubblicato un libro, intitolato Ju calenne, L’albero del Maggio a Tornimparte che racconta e testimonia con ampie descrizioni e numerose foto, anche storiche, quanto avviene ogni anno.
In dialetto locale il suo nome significa “albero” perché proprio un tronco è al centro di questo rito propiziatorio in quanto simbolo di virilità e augurio di fertilità per i nuovi raccolti.
“Di primavera in primavera, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio – spiega Gianforte – un gruppo di uomini usava rapire l’albero più dritto e più alto nei boschi circostanti per poi sfrondarlo dei rami, trasportalo in spalla aiutati con delle funi e issarlo in uno spazio pubblico aperto”.
“Il tutto avviene di notte – aggiunge – prima dell’alba perché l’antica consuetudine vuole che prima del nuovo giorno il proprietario non possa reclamarlo. Da allora niente è cambiato”.
“L’evento non è molto conosciuto – afferma Carnicelli – ma ogni anni partecipano almeno cento persone tra cui molti bambini e ragazzi insieme agli anziani ed è bello vedere che nell’era dei social network i più giovani amano ancora trascorrere il tempo a contatto con la natura e le tradizioni del territorio”.
“È una tradizione antichissima longobarda – aggiunge, ascia in spalla, l’estroso sindaco di Tornimparte, Umberto Giammaria intervenuto alla presentazione del libro – sono molto fiero di questa pubblicazione perché testimonia un’iniziativa di cui vado orgoglioso viste anche le mie radici boscaiole. Ci auguriamo che verranno sempre più persone”.
A partire dall’edizione da qui a una settimana!



