TORANO NUOVO – Gli amministratori del Comune di Torano Nuovo (Teramo) rinunciano alle “proprie piccole indennità” per aiutare famiglie in difficoltà.

“Queste settimane – scrivono dal Comune – sono segnate dalla crisi economica ma soprattutto dagli sprechi della ‘castà, vitalizi, rimborsi elettorali, buonuscite milionarie. I piccoli Comuni sono sempre più in difficoltà a far fronte alle richieste di sostegno nel settore del sociale. Famiglie sempre più in crisi dal punto di vista economico, minori con problemi di salute, utenze Enel e metano staccate, mamme costrette a cucinare sui fornellini elettrici. La crisi investe tutti e in particolare i minori, i disoccupati, i malati e i Comuni non hanno fondi per assistere adeguatamente le sempre più numerose famiglie in difficoltà”.

Per questo il sindaco, Dino Pepe, e l’assessore ai Servizi sociali Filippo Tamburrini, facendo propri questi problemi e in prossimità delle feste di Natale hanno invitato l’intero Consiglio comunale a rinunciare a parte delle proprie indennità per risolvere alcune problematiche urgenti.

Tutta la Giunta e l’intero Consiglio comunale hanno accolto la richiesta e hanno deciso di destinare la somma per contributi alle famiglie con figli in difficoltà sulla base di una relazione dettagliata dell’assistente sociale.

L’amministrazione comunale e il sindaco di Torano Nuovo non sono nuovi a questi gesti di politica vissuta come servizio.

Sin dall’insediamento infatti la Giunta si è auto-ridotta le indennità previste di oltre il 30 per cento. Inoltre, mai un rimborso autostradale, mai un rimborso telefonico, mai un viaggio istituzionale a carico del bilancio comunale.

Altre misure adottate da parte della Giunta riguardano il rimborso alle famiglie della spesa per i libri di testo per gli studenti delle scuole medie e superiori per l’anno scolastico 2011/12 nonostante il taglio dei trasferimenti specifici da parte dello Stato e l’utilizzo di buoni lavoro dell’Inps (i cosiddetti voucher), per assumere temporaneamente soggetti in difficoltà al fine di alleviare le sofferenze economiche concedendo loro la possibilità di “lavorare a tempo” per il proprio Comune.