L’AQUILA – “Il mio assistito ha respinto ogni addebito rispondendo alle domande dei magistrati. Ha risposto di essersi iscritto ai siti non perché sia un affiliato ma per condividere notizie di ordine religioso”.
Così l’avvocato Alessandro Piccinini, legale di fiducia dell’egiziano Issam Shalabi, il giovane arrestato mercoledì scorso a Milano e rinchiuso nel carcere di Preturo (L’Aquila), che secondo le accuse dell’Antiterrorsimo e della Procura dell’Aquila era diventato un “soldato irregolare dell’Isis”, un lupo solitario così pericoloso che per mesi è stato tenuto sotto controllo 24 ore su 24 per intervenire in caso decidesse di passare all’azione.
Il 22enne abitava, all’epoca in cui sono scattate le indagini, a Colonnella, in provincia di Teramo, e lavorava per una ditta che aveva l’appalto per le pulizie del McDonald’s, per poi trasferirsi al nord.
L’avvocato ha annunciato che tra breve presenterà ricorso al tribunale del Riesame. “Non ci sono elementi per dire che il mio assistito è entraneo a qualsiasi cellula terroristica – ha spiegato ancora -. A tale proposito, voglio attendere le risultanze della perizia sul materiale informatico sequestrato al mio assistito”.
Piccinini ha spiegato che l’egiziano ha dato una spiegazione anche sulle intercettazioni a suo carico “ha spiegato di aver detto di avere timore di tornare in Egitto per paura di essere rintracciato dalla polizia per via di precedenti legati all’utilizzo di hashish e all’appartenenza a gruppi ultras”.
Piccinini ha reso noto, inoltre, di aver incontrato il padre del giovane, che lavora a Milano, e che è venuto nel fine settimana all’Aquila nella speranza di poter fare visita al figlio in carcere.
“Purtroppo – ha spiegato – non è stato possibile perché non c’è stata ancora l’autorizzazione del magistrato, se ne riparlerà per il prossimo fine settimane, il padre del mio assistito è ripartito stamani. Comunque, sta seguendo la vicenda del figlio, mi sembra una brava persona, un lavoratore, in riferimento alle pesanti accuse al figlio, mi ha detto che esclude contatti con il terrorismo”.



