L’AQUILA – In occasione del quarto anniversario del sisma del 6 aprile 2009, riceviamo e pubblichiamo la poesia Terremoto del Sud di Carmelo Manganaro, che ricorda il terremoto di Messina e Reggio Calabri del 1908.

Sconvolta la terra,
divelte le case.
Funerei paesi del Sud
distrutti dal sisma.
Tra le rovine
l’anima angoscia,
ravvisa una voce
un pianto amico.
Grida dolore la vita
tra i detriti i morti,
invochi d’aiuti.
Coraggiosi, sfidando i pericoli,
salvano la gente
dalle macerie.
Che pena, nello strazio, la vita!
La mano calda, tremolante,
passa sulle testine,
i figlioletti accarezza,
in pianto li bacia.
I piccoli ignari,
dal terrore stretti al corpo.
Affettuosa,
gli occhi sbarrati nel vuoto,
cercano la vita, la luce.
Velato il viso
dal pallore,
un’ambascia, un pianto.
Calda la lacrima
i teneri visi bagna.
Nell’oblìo emette profondo
l’ultimo singulto,
rantola, guardandoli si spegne.
Attaccate le tenere vite
al ceppo, come virgulti,
periscono con la madre
affratellati.
Verrò,
vi troverò nella gelida sepoltura:
una prece sulla tomba poserò
un fiore bianco…
nel silenzio un bacio.
Vi ricorderò
uniti nell’amore e nel pianto.