L’AQUILA – Cinque richieste di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Attenti a quei due” della procura della Repubblica dell’Aquila, che ha portato a sventare un tentativo di truffa su circa 9 di 12 milioni di euro di fondi destinati al settore sociale dal dipartimento della Famiglia del sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio.

Si tratta dei cosiddetti “fondi Giovanardi” su cui ci sono state infinite polemiche politiche e anche mediatiche tra gli amministratori locali e l’ex sottosegretario Carlo Giovanardi, che in tv li ha definiti “cialtroni”.

Il sostituto procuratore Antonietta Picardi ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone, contestando a vario titolo i reati di truffa aggravata, falso ideologico, millantato credito, estorsione, peculato e la rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale.

Gli indagati sono monsignor Giovanni D’Ercole, 65 anni, di Morino (L’Aquila) vescovo ausiliare dell’Aquila; Fabrizio Traversi, 62, romano, direttore del sistema qualità di montagna del disciolto Ente italiano della montagna; Gianfranco Cavaliere, 36, medico aquilano; Silvano Cappelli 41, sindaco del Comune di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila); Nicola Ferrigni, 35, di Roma, sociologo, ricercatore Eurispes di Roma.

IL CASTELLO ACCUSATORIO DEL PM PICARDI

Nelle cinque richieste di rinvio a giudizio al vescovo D’Ercole il pm titolare dell’inchiesta, Antonietta Picardi, ha contestato l’aver divulgato all’indagato Traversi l’esistenza dell’inchiesta, peraltro coperta da segreto istruttorio nell’ambito della quale il presule era stato ascoltato quale persona informata dei fatti.

Traversi, Cavaliere, Cappelli e Ferrigno sono accusati di falso “poiché Traversi e Cavaliere per avere un ingiusto profitto avrebbero tratto in errore tramite raggiri, la presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per le Politiche della famiglia e il commissario delegato per la ricostruzione al fine di ottenere inizialmente la somma di 12 milioni di euro, in seguito ridotto a cifre minori ma comunque dell’ordine di milioni di euro relativi ai fondi per il sociale.

La data dell’udienza preliminare verrà fissata nei prossimi giorni.

Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara.

“In particolare – si legge nell’atto della chiusura delle indagini preliminari – promuovevano la costituzione di una Fondazione denominata ‘Abruzzo solidarietà e sviluppo Onlus’ e ulteriori altre associazioni e fondazioni, raggirando innumerevoli soggetti privati ed istituzionali mediante mendaci informazioni circa le finalità della Fondazione stessa”.

Tutto questo “con il concorso di Cappelli, sindaco di San Demetrio nei Vestini, quale ‘capofila’ di altri sindaci dell’area del cratere e soggetto proponente il progetto denominato ‘L’Aquila Città Territorio’ depositato in data 6 agosto 2010 presso la struttura commissariale e la presidenza del Consiglio dei ministri e di Nicola Ferrigni, presidente di Eurispes Abruzzo, non riuscendo nell’intento – scrive il pm – per ragioni estranee alla loro volontà”.

Cappelli, Traversi e Cavaliere rispondono anche del reato di falso ideologico, poiché “in concorso tra loro e approfittando della qualifica del sindaco Cappelli, attestavano falsamente partenariati istituzionali e professionali nel progetto denominato ‘L’Aquila Città Territorio'”.

Il pm titolare dell’inchiesta contesta sempre a Traversi e Cavaliere il reato di millantato credito, poiché “in concorso tra loro, millantando credito presso il ministero dell’Economia e Finanze, nella persona del ministro Giulio Tremonti e presso la presidenza del consiglio dei ministri, direzione Affari generali nella persona del sottosegretario Raffaele Fitto, nonché nei confronti del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e in particolare il Traversi affermando di essere stato incaricato di fare da tramite Letta e Tremonti nei confronti del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nonché di disporre di un ‘gruppo amicale con il quale sta seguendo’ la Fondazione al fine di far pervenire sul territorio del cratere fondi per un importo dichiarato di 4 miliardi di euro”, ottenevano così “da monsignor D’Ercole per conto della Curia aquilana e dall’assessore provinciale Srour per la Provincia dell’Aquila, l’utilità consistita nella adesione dei sopra citati enti alla Fondazione ‘Abruzzo Solidarietà e Sviluppo’, società che doveva essere Onlus, ma che per Traversi e Cavaliere aveva fine di lucro”.

Traversi e Cavaliere sono poi accusati anche di estorsione nei riguardi dell’imprenditore aquilano Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, che se non avesse versato del denaro al Traversi, avrebbe avuto dagli stessi indagati ripercussioni all’interno dello stesso Ente camerale, screditando l’imprenditore presso figure istituzionali.

Infine a Traversi viene contestato il peculato, di avere fatto utilizzare quale direttore del Sistema Qualità Montagna dell’Eim il proprio cellulare di servizio a Cavaliere.