L’AQUILA – Dopo la rabbia e l’indignazione delle persone anche la magistratura indagherà su Guido Bertolaso per la telefonata rivelata dal sito di Repubblica in cui l’ex capo della Protezione civile parla con l’allora assessore regionale Daniela Stati, preannunciando la riunione per il giorno successivo (31 marzo 2009) della commissione Grandi Rischi, l’organo consultivo della presidenza del Consiglio poi finito sotto processo nel capoluogo nella sua composizione del 2009 per aver fornito false rassicurazioni, causando la morte di 309 persone.
“Un’operazione mediatica” la definì lo stesso Bertolaso, per “zittire qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni” e per “tranquillizzare la gente”: frasi che per l’avvocato aquilano Antonio Valentini, come riporta oggi il quotidiano Il Centro, sono state sufficienti per presentare un esposto in procura, in cui è scritto: “Alla luce di tale novità (la telefonata resa nota da Repubblica, ndr) non vi è dubbio che il dottor Guido Bertolaso debba essere ritenuto responsabile di omicidio colposo in cooperazione con gli imputati nel processo Grandi rischi”.
“La cooperazione colposa secondo l’insegnamento della Suprema Corte di Cassazione ha una struttura molto agile non richiedendo neanche, e financo, la consapevolezza del carattere colposo dell’altrui condotta”, riporta il quotidiano dal verbale, preconizzando l’accusa di omicidio colposo anche a carico dell’ex capo dipartimento.
La telefonata intercettata, inserita ma non trascritta tra le carte dell’inchiesta sul G8 della Maddalena (che poi nel luglio 2009 fu spostato all’Aquila), ha suscitato forti reazioni da parte del mondo della politica e della società civile aquilana.
“Meglio che ci siano cento scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male”, disse Bertolaso alla Stati che ieri, nel corso di una conferenza stampa ha detto di “non ricordare nemmeno quella telefonata” e di essersi “affidata in buona fede ad una persona come Bertolaso. Chi avrebbe potuto contraddirlo?”.
Il prossimo 8 febbraio l’ex capo Dipartimento comparirà nella qualità di teste nell’ambito del processo alla Cgr, e si annuncia una giornata campale.
Sulla vicenda della telefonata l’onorevole Pd Giovanni Lolli ha dichiarato di aver presentato un’interrogazione in Parlamento. (red)
INTANTO I ”FAN” STRAPPANO LO STRISCIONE CRITICO
Guido Bertolaso continua a dividere gli aquilani.
Anche dopo la telefonata in cui annunciava una riunione della commissione Grandi rischi rassicurante e mediatica come poi effettivamente è stato, l’ex capo dipartimento della Protezione civile continua ad avere nel capoluogo cittadini benevoli che si oppongono ai suoi critici.
Basti vedere che cosa è successo all’ultimo striscione appeso sulle mura della città, questa volta non dalla “Locomotiva” ma dal comitato 3e32.
“Zero prevenzione, mille speculazioni. Grazie Bertolaso, non dimenticheremo”, recitava il cartellone scritto a caratteri cubitali neri e rossi e appeso in una zona vicino al bus terminal del capoluogo, “tradizionale” vetrina dei messaggi cartacei di questo genere.
Ma dopo esser stato appeso appena venerdì sera, questa mattina lo striscione risultava già strappato in alcuni punti e reso illeggibile.
Insomma Bertolaso ha sempre i suoi fan anche all’Aquila. (alb.or.)
ANCHE RIFONDAZIONE PREPARA UN ESPOSTO
“Le intercettazioni telefoniche pubblicate da Repubblica sulla commissione grandi rischi svelano definitivamente il vero volto della gestione della Protezione civile di Guido Bertolaso“.
Lo affermano in una nota il capogruppo Prc consiglio comunale dell’Aquila, Enrico Perilli e il segretario provinciale, Francesco Marola.
“Intuendo i risvolti del sistema degli appalti in emergenza grazie alle inchieste sugli interventi della Protezone civile svolte dai giornalisti di Liberazione, quotidiano del nostro partito – affermano i due – sin dal primo momento si oppose alle operazioni del commissario Bertolaso, in quasi totale solitudine tra le forze politiche, affiancata solo da alcuni comitati cittadini”.
“Ci chiediamo – continua il documento – dov’erano coloro che oggi si indignano?”
Il partito afferma di voler “ricordare che queste operazioni erano sostenute ed acclamate da quasi tutta le forze politiche cittadine, sia di centrodestra che di centrosinistra” e proprio per queste ragioni fu costretto ad uscire dalla Giunta comunale, passando all’opposizione.
“Abbiamo potuto ricomporre questa rottura dopo oltre un anno – hanno proseguito Perilli e Marola – quando il centrosinistra cittadino ha cambiato opinione sul regime commissariale, anche grazie ai nostri interventi; ricordiamo inoltre che per primi ci opponemmo al tentativo di conferire la cittadinanza onoraria a Bertolaso, da noi definito il ‘console’; oggi scopriamo che non solo nella gestione dell’emergenza, ma anche prima che il terremoto avvenisse, l’operato di Bertolaso era volto volto a garantire ritorni mediatici a fini esclusivamente propagandostici, politici e affaristici”.
“Per questa ragione – si legge nel documento – Rifondazione comunista ha dato mandato ai suoi legali Dario D’Alessandro, Francesco Rosettini e Alessandro Rosa, di presentare un esposto in procura per denunciare Bertolaso per omicidio colposo. Non può rimanere impunito quanto gli aquilani sono stati costretti a subire”.
“Ciò che è accaduto con Bertolaso – conclude il Prc – deve essere da monito per le relazioni future, per questo solo una settimana fa in consiglio comunale abbiamo invitato il sindaco ad avere prudenza con il nuovo Governo, poiché la soddisfazione espressa dopo il primo incontro avuto con Monti ci sembrava del tutto fuori luogo; oggi con l’ordinanza sui centri storici è chiaro che la ricostruzone non è un priorità per il Governo ‘tecnico’, e ancora una volta il sindaco ha dovuto fare dietro front dalle precedenti dichiarazioni”.





