L’AQUILA “Di necessità, virtù”, potrebbe essere questo lo slogan della onlus Syncronia, un’associazione ideata, creata e composta da psicologi e psicoterapeuti, interamente finanziata dalla scuola di specializzazione in psicologia analitico-archetipa, Atanor, che ha sede all’Aquila, precisamente a Scoppito.
“I ragazzi che frequentano la nostra scuola nella maggior parte dei casi ricevono il totale rimborso del costo degli studi ottenendo dei fondi europei – spiega ad AbruzzoWeb Angela Paris, presidente di Syncronia onlus e vice direttore e gestore della scuola – Quando poi si trovano a fare il tirocinio, lo svolgono presso gli sportelli dell’associazione. Ce ne sono diversi, a Celano, L’Aquila, Avezzano, ma chi ha bisogno di aiuto può rivolgersi anche alle farmacie, scuole, oratori di Tornimparte e Pizzoli”.
L’associazione eroga gratuitamente assistenza con psicologi e psicoterapeuti e, in caso di necessità, mette a disposizione anche nutrizionisti e avvocati.
Questo tipo di assistenza “è fondamentale per gli aquilani, che da quattro anni hanno visto crollare il loro equilibrio psico-fisico – spiega la Paris – Il sisma, unito alla precarietà della situazione lavorativa genera un crollo della psiche, che si manifesta in ansia e attacchi di panico”.
Tra le criticità del post-sisma, “molto forte la problematica relativa ai disturbi alimentari e allo stalking, ma quella più diffuso in assoluto è l’ansia, insieme agli attacchi di panico e depressione”, mentre “anche la ricerca spasmodica di lavoro sta diventando una piaga”.
Chi lavora nella sua associazione?
Sono tutti volontari, ci sono psicologi e psicoterapeuti, principalmente docenti della scuola di specializzazione Atanor, una scuola di specializzazione in psicoterapia, analitico archetipico, riconosciuta dal ministero dell’Università e della ricerca. Tutti servizi sono a titolo gratuito e vengono finanziati dalla scuola che utilizza alcuni di questi progetti ai fini di ricerca.
In che modo aiutate la popolazione?
Abbiamo cinque sportelli di consulenza, i più importanti sono a Celano, Avezzano e L’Aquila, ma ci sono punti di incontro presso gli ambulatori medici, scuole e farmacie di Pizzoli, Scoppito e Tornimparte.
Questa iniziativa fa parte di un progetto più grande, chiamato Una Casa per Psiche.
Abbiamo iniziato questo progetto quinquennale che rientra nelle convenzioni con i cinque comuni che hanno anche gli sportelli, e prevede, appunto, l’apertura di punti di ascolto sul territorio per avvicinare la psicologia alla popolazione, renderla più conosciuta anche grazie alla gratuità.
Quali sono i casi che affrontate più spesso?
È molto forte la problematica relativa ai disturbi alimentari e allo stalking, ma quella più diffuso in assoluto è l’ansia, insieme agli attacchi di panico e depressione.
Si rivolgono a voi più donne o più uomini?
La maggior parte degli utenti sono donne, circa il 65 per cento, ma anche gli uomini si stanno avvicinando, la tendenza sta cambiando e sta venendo meno anche il pregiudizio nei nostri confronti da parte del “sesso forte”.
Parliamo dell’Aquila, la città dove operate. Qual è la condizione psico-fisica degli aquilani?
Il terremoto ha rotto tutte le forme di contenimento che facevano stare in equilibrio le persone. Si sono acuite debolezze che erano tranquillamente gestibili, si sono enfatizzate ansie e disfunzioni. Per cui è diventato necessario un percorso psicologico per quasi la totalità degli aquilani, non tutti ne fanno richiesta esplicita ma la domanda è comunque aumentata di oltre il 100 per cento. In questo periodo, poi, ci sono meno soldi per pagare le terapie e per questo abbiamo creato un sistema grazie al quale riusciamo a erogare gratuitamente i servizi di base mentre quelli avanzati sono proporzionati al reddito.
Anche la ricerca spasmodica di lavoro sta diventando una piaga. La disoccupazione negli adulti e la difficoltà a realizzarsi nei più giovani stoppa il naturale percorso di vita psicologica. La situazione di stallo non è ben tollerata dalla psiche. A 30 anni si vorrebbe avere un’autonomia economica e una famiglia propria, mentre a 50 anni non si dovrebbe aggrapparsi al figlio per il sostentamento. In questo modo le persone perdono anche le capacità di vedere lucidamente le opportunità che gli capitano o le risorse proprie da mettere in gioco. Un percorso psicologico può aiutare a rimettersi in gioco e a trovare le proprie energie psico-fisiche.
E gli extracomunitari?
Il 10 per cento dei nostri utenti sono extracomunitari. Presentano problematiche molto più complessi, soprattutto per violenza e difficoltà a trovare lavoro. Spesso non hanno neanche garantiti i bisogni minimi.
Come funziona il percorso di finanziamento e gratuità del servizio?
La scuola di specializzazione Atanor riesce a proporre questi servizi attraverso un meccanismo di accesso ai finanziamenti europei che sostengono lo studente negli studi. Il 96, 2 dei nostri ragazzi riceve il rimborso totale dell’importo richiesto per la frequenza di 4 anni di corso dei nostri specializzandi. Il meccanismo parte proprio da qui: gli allievi riescono a frequentare la nostra scuola gratuitamente e il tirocinio è sfruttato per erogare aiuti alla popolazione, attraverso, appunto, gli sportelli e i seminari. Altrimenti i costi sarebbero troppo onerosi. Credo siamo gli unici in Italia ad aver attivato questo percorso.
Che tipo di seminari proponete?
Ci sono seminari periodici a tema, itineranti sul territorio o nelle nostre sedi, e servono a illustrare agli interessati, che spesso non si rendono conto di avere dei problemi, che esistono molti casi di disturbi della psiche ai quale si pensa non esserci rimedio o, addirittura, si pensa che sia normale non avere una soluzione. In questo modo riusciamo a passare dei messaggi per cui si acquista consapevolezza della condizione e si diventa, inoltre, momento terapeutico, fungendo da veicolo si socializzazione in un contesto in cui è difficile incontrarsi.



