L’AQUILA . “Due anni fa il terremoto mise a nudo gli effetti di sessant’anni di distruzione della democrazia e dello stato di diritto in Italia. Da una parte le cause che determinarono la tragedia: il dissesto idrogeologico, la mancata prevenzione, l’edilizia fuori norma, l’elusione di controlli e procedure; dall’altra la gestione emergenziale successiva al sisma, in stile Protezione civile spa, divenuta modello ordinario di governo”.

Lo afferma Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani.

“Oggi la ricostruzione è ferma – continua – e, come denunciato dall’autorità di vigilanza sui contratti pubblici, prosegue l’assegnazione di appalti attraverso ingiustificate procedure in deroga. Sino a quando L’Aquila non tornerà ad essere una questione di carattere nazionale, continueranno le debolezze istituzionali e le risse partitiche. Occorre subito una legge organica per la ricostruzione, che consenta di superare le criminogene gestioni emergenziali e riporti ad un governo democratico del territorio. Il lavoro è già pronto: in Parlamento, infatti, c’è la proposta di legge dei deputati radicali, mentre nei prossimi giorni arriverà anche la legge di iniziativa popolare presentata dagli aquilani”.

“Il loro esempio – conclude – è un’occasione di riscossa democratica che sarebbe un delitto perdere”.