L’AQUILA – La segnalazione giunta ad AbruzzoWeb da un lettore relativa ai dati sui contributi per la ricostruzione contenuti nella relazione che il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha consegnato al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ha scatenato una ridda di polemiche e accuse incrociate tra Comune e struttura commissariale.
All’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, secondo il quale i dati forniti da questo giornale (gli stessi contenuti nel documento che Chiodi ha consegnato al ministro e che sono pubblicati sul sito del commissario per la ricostruzione) sarebbero incompleti, ha replicato il responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Antonio Morgante, che parlato di “numeri oggettivi”.
Un rimpallo di responsabilità che non ha fatto altro che generare ulteriore confusione su numeri e cifre che, al contrario, dovrebbero parlare da soli. Anche il lettore di AbruzzoWeb, che si è fatto portavoce dei dubbi e delle perplessità di numerosi altri cittadini che pur leggendo di migliaia di contributi approvati dalla cosiddetta filiera non ne vedono erogati altrettanti dal Comune, è rimasto scoraggiato dall’ennesimo scaricabarile tra quelli che dovrebbero essere i protagonisti della ricostruzione post sisma.
Invece di avere un chiarimento, al lettore di questo giornale non è rimasto che constatare un’amara realtà: “liti, polemiche e basta”.
“Ma invece dei due interventi che non chiariscono non potevano gli attori sentirsi e concordare la diffusione di qualcosa di più chiaro?” osserva il lettore che da uomo della strada vuole avere semplicemente maggior chiarezza su questioni che si ripercuotono e si ripercuoteranno sulle vite di migliaia di persone per anni. (g.a.)
LA RIFLESSIONE DEL LETTORE DI ABRUZZOWEB
Spettabille Redazione,
all’indomani della divulgazione dei dati sulla ricostruzione consegnati al Ministro Barca, vi ho manifestato le mie difficoltà ad interpretare alcuni dati e nel contempo chiedevo, da cittadino interessato, lumi sull’apparente dato di manifesta incapacità di qualcuno che poteva desumersi dal fatto che c’erano all’incirca 2000 pratiche esaminate tecnicamente ed in attesa di finanziamento. Nella missiva specificavo che l’intervento voleva essere costruttivo e finalizzato, appunto, a conoscere per comprendere e valutare cosa non sempre facile laddove nel corso di questi interminabili tre anni qualsivoglia notizia è state sempre inquinata da sterili ed inutili polemiche.
Il risultato? Una ulteriore inutile polemica. Mi domando: invece dei due interventi che non chiariscono ma non potevano gli attori sentirsi e concordare la diffusione di qualcosa di più chiaro, magari facendo emergere da un lato la mancanza di note esplicative (cosa che nella mia missiva avevo anche ipotizzato) e dall’altra la stima della tempistica di rilascio delle concessioni di finanziamento per evidenziare i veri “colli di bottiglia”, come qualcuno li ha definiti, e spiegare come riorganizzare concretamente un sistema che, e in questo sono tutti d’accordo, soprattutto noi cittadini, non funziona?. Invece no: liti e polemiche e basta.
Qualche chiosa per stimolare la diffusione di un veritiero documento che faccia realmente capire.
L’amministrazione comunale afferma che non possono essere concessi finanziamenti alle parti private se non è concesso quello delle parti condominiali: ciò risulta nuova, essendo già accaduto, ma è anche, e questo è vero, uno dei problemi che forse qualcuno dovrebbe appunto risolvere. Chi deve dire alla filiera che nell’esaminare il condominio Pippo deve contemporaneamente esaminare anche le pratiche dei condomini Qui Quo Qua così da far emettere contestualmente i provvedimenti? Chiunque esso sia, anche se fosse Zio Paperone, lo faccia. Ci si riunisca, si litighi pure, ci si picchi se necessario, ma, poi, con il sangue che sgorga dalle ferite provocate dalla lite si scrivano queste regole e le si impongano a chi è profumatamente pagato per esaminare le pratiche.
A valle di un compiuto conteggio si afferma, in sostanza, che di condomini Pippo (comprensivi dei condomini Qui Quo Qua) pronti a far decollare i lavori ne sono solo 215. Ma sapete quanti sono 215 condomini che iniziano i lavori? E vi rendete conto che ipotizzando 15 operai per cantiere comportano un impiego di 3.225 persone?





