L’AQUILA – La scadenza della proroga per il pagamento delle tasse sospese a seguito del terremoto sta generando grande confusione non solo tra i contribuenti ma anche tra commercialisti e ragionieri.
Al 31 ottobre, infatti, è finito il periodo di “congelamento” concesso dal decreto 225 del 29 dicembre 2010, il famoso “milleproroghe”, e entro il 16 novembre bisognerà pagare la prima delle 12 rate del 2011. A distanza di un mese si dovrà, poi, versare per intero dieci rate e l’ultima, infine, andrà corrisposta entro il 31 dicembre.
Il salasso potrà essere evitato soltanto se, nel frattempo, dovesse intervenire un provvedimento del governo cosiddetto primario (non si può utilizzare, per esempio, un’ordinanza: lo strumento più rapido sarebbe un decreto legge) che consenta di rinviare ulteriormente la scadenza.
La norma deve portare con sé la copertura finanziaria, per non pregiudicare i saldi del bilancio dello Stato. Solo per il 2011 sarebbero necessari circa 100 milioni di euro, considerato che l’intero ammontare delle tasse non pagate è stimato sul miliardo.
Una cifra che, in “tempi di pace”, non sarebbe di difficile reperimento, ma la profonda crisi che sta investendo l’Italia rende complicate anche le cose più agevoli.
Nel frattempo ancora non sono chiare neanche le modalità attraverso le quali rimborsare quanto dovuto, per questo l’ordine dei commercialisti della provincia dell’Aquila ha avuto un incontro con l’Agenzia delle entrate, la riunione, però, non è servita a chiarire i molti dubbi in campo.
Intanto nella giornata di lunedì il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha avuto una serie di incontri a Roma con la presidenza del Consiglio dei ministri, e in particolare con il sottosegretario Gianni Letta, e con il ministero dell’Economia.
L’aria che tira non è delle più favorevoli e non induce all’ottimismo, anche se Chiodi si è detto fiducioso per un positivo esito della vicenda. (pi.bi.)



