L’AQUILA – “Non ci sono né cultura né programmazione, benché ci sia stato un impegno forte delle associazioni culturali e un impegno anche sul fronte della programmazione”.
Lo ha detto l’urbanista Pierluigi Properzi, docente all’università dell’Aquila, ex vice presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, commentando la posizione espressa da Michael Kimmelman sul New York Times a proposito del modello utilizzato all’Aquila per l’emergenza post-terremoto.
Properzi è anche consigliere comunale nel capoluogo abruzzese.
“Non a caso, il ministro Barca ha chiesto, quando è venuto per la prima volta in Consiglio comunale, dove è venuto molto tardi, una programmazione – ricorda Properzi – Gli è stato risposto che per farla bisogna avere certezza delle risposte”.
“Oggi all’Aquila non si ha certezza di nulla, non si può programmare, non c’è una posizione culturale fatta propria dall’amministrazione comunale sulla ricostruzione”, sbotta il prof.
È ingeneroso, comunque, attribuire a Berlusconi tutte le responsabilità, perché sono di tutti quelli che hanno avuto ruolo decisionali.
Sul fatto che ci siano stati problemi e ci sono ancora oggi, non c’è bisogno né del critico d’arte e giornalista americano né di me.
È grave, però, che su questi temi non ci sia ancora chiarezza e assunzione di responsabilità”.



