L’AQUILA – È ripresa oggi l’udienza preliminare sul crollo del convitto nazionale, dove ci furono tre morti, tutti minorenni, filone per il quale sono indagate due persone con l’accusa di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.

Il Gup del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha respinto la richiesta di perizia formulata dai collegi difensivi. L’udienza è ancora in corso e si andrà avanti ad oltranza. L’impressione è che il Gup possa decidere sul rinvio a giudizio o sul proscioglimento.

Se si arriverà ad un epilogo, oggi ci sarà la prima definizione della maxi inchiesta sul terremoto, cioè potrebbero essere disposti i primi rinvii a giudizio e il primo processo.

Sono circa 200 i filoni di inchiesta aperti dalla procura della repubblica dell’Aquila, un centinaio dei quali archiviati perché i crolli non sono stati causati dalla negligenza umana ma dalla violenza del sisma e dalla vetustà degli edifici.