L’AQUILA – Un’interpellanza sui criteri di assegnazione e gestione degli alloggi del progetto Case, dei Map (Moduli abitativi provvisori) e degli appartamenti del fondo immobiliare è stata presentata al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dal consigliere comunale di Rifondazione, Enrico Perilli.

“Le assegnazioni degli alloggi del Progetto Case – si legge nell’interpellanza, per cui è stata richiesta risposta scritta e in aula – sono avvenute, in base al censimento del 10 agosto 2009, senza tenere in alcun conto i criteri a suo tempo definiti dal Consiglio comunale, letteralmente ‘cestinati’ dal dipartimento di Protezione civile, che ne ha adottati di propri”.

“Questi ultimi – prosegue – sono stati però ‘secretati’ e intanto, in base a essi, si è proceduto e si procede sia alle assegnazioni che allo sgombero di assegnatari ritenuti abusivi”.

“Il 28 ottobre 2009 – ricorda Perilli nel documento – quattro consiglieri comunali hanno presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere criteri e punteggi che hanno portato all’assegnazione degli alloggi, richiesta respinta con una lettera dai toni a dir poco sbrigativi dallo stesso capo dipartimento Bertolaso”.

“Date le pressanti e accorate richieste di cittadini, che si ritenevano ingiustamente esclusi dalle assegnazioni – insiste il consigliere Prc – gli avvocati Alessandro Rosa e Francesco Rosettini hanno fornito assistenza legale gratuita per presentare richieste di accesso agli atti, rispetto alle quali il dottor Bertolaso, stavolta, ha risposto che, a partire dal 28 febbraio 2010, sarebbe stato possibile visionare punteggi e criteri”.

Tuttavia, Petrilli evidenzia che tutte le legittime istanze presentate dai due avvocati sono state respinte dalla Struttura di gestione dell’emergenza (Sge) che, intanto, attingendo dalla medesima graduatoria, continua ad assegnare anche gli appartamenti del fondo immobiliare.

“A oggi, insomma – conclude Perilli – continuano a rimanere segreti criteri e punteggi di assegnazione. Per questa ragione si chiede al sindaco dell’Aquila di conoscere le ragioni di tale segretezza e soprattutto perché, nonostante le dichiarazioni dello stesso Bertolaso rispetto alla possibilità di poter visionare gli atti, la Sge si rifiuta di mostrarli”.