TERAMO – Chiusa la prima tranche dell’inchiesta teramana relativa ai vecchi ruderi fatti passare per edifici lesionati dal terribile terremoto che due anni e mezzo fa ha distrutto L’Aquila.

Secondo quanto ha riportato il quotidiano Il Centro, il pm Stefano Giovagnoni ha firmato la citazione diretta a giudizio per il geometra Domenico Grilli, 56 anni, di Corropoli che ad agosto finì agli arresti domiciliari.

Il professionista è accusato di tentata truffa e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico.

Secondo la procura, Grilli avrebbe redatto sette perizie in cui attestava falsamente che i danni rilevati su altrettanti immobili erano legati al sisma del 6 aprile 2009. In particolare, questi immobili si trovano tra Corropoli e Controguerra, aree escluse dalla zona del cosiddetto “cratere” sismico.

Lo scopo di queste attestazioni false era riuscire a ottenere i rimborsi previsti per le case danneggiate dal terremoto e distribuiti dalla Cassa depositi e prestiti, parte lesa con il Comune di Corropoli.

Per questi immobili, che falsamente venivano classificati nella categoria di inagibilità ‘A’, il rimborso massimo previsto si aggira attorno ai 10 mila euro. Complessivamente il danno accertato ammonterebbe a circa 60 mila euro. Per il momento, comunque, nessun contributo era stato ancora materialmente erogato.

Le indagini intanto proseguono. L’accusa è quella che le lesioni per cui sarebbero stati chiesti ed ottenuti i fondi in realtà siano antecedenti al sisma del 2009.