CAMPOTOSTO – Ortolano, frazione di Campotosto (L’Aquila), abbandonata da oltre un anno a causa del terremoto del 18 gennaio 2017 e la conseguente frana sul Monte Corno, che ha rischiato di far scomparire per sempre il piccolo paese, presto tornerà a ripopolarsi e a vivere.
Lo promette ad AbruzzoWeb Luigi Cannavicci, sindaco di Campotosto.
Lo stesso sindaco che assicura che “la frana è stata messa in sicurezza; tra pochi giorni ci sarà la riapertura di un primo lotto e subito dopo procederemo a far tornare gradualmente tutte le famiglie”.
Sul commissariamento del Comune da parte della Regione Abruzzo, il sindaco parla di un “attacco politico e alla mia persona, non siamo commissariati, è un aiuto di chi tiene al territorio, a differenza di chi parla solo per ferire la propria terra”.
Cannavicci, inoltre, ha recepito il piano d’emergenza per le dighe, voluto e approvato dalla Giunta regionale abruzzese, un documento che prevede tutte le azioni da mettere in campo in caso di problemi con la diga di Campotosto.
ORTOLANO “PRONTO PER TORNARE A VIVERE”
Oltre un anno fa è stato proprio Cannavicci a lanciare l’allarme sulla frana, chiedendo un intervento immediato per scongiurare che l’intero costone si staccasse, travolgendo le abitazioni. Il paese, rimasto isolato per alcuni giorni, a causa delle strade impraticabili, l’emergenza maltempo contemporanea a quella del sisma e la tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara); a salvare i 21 abitanti del paese un elicottero, due giorni dopo. Sempre a Ortolano, è stato trovato senza vita Enrico De Dominicis, travolto dalla slavina.
“Superato il periodo dell’emergenza, ci siamo attivati da subito mettendo in campo azioni per la messa in sicurezza della frana – spiega il sindaco – stiamo aspettando soltanto il collaudo, poi sarà possibile iniziare a ripopolare Ortolano, è questione di pochi giorni: il rischio è stato scongiurato, entro qualche settimana assicureremo una riapertura del 95 per cento della frazione, poiché il restante 5 per cento è rappresentato da case inagibili e la burocrazia ci impone tempi molto più lunghi”.
Su questo tema il primo cittadino ha più volte lanciato un grido di allarme: Campotosto, infatti, rientra in più crateri, quello del 2009 e quello del 2016-2017, ma “la ricostruzione non riesce a partire a causa della mancanza di norme specifiche, che disciplinino la sovrapposizione dei danni tra i terremoti”.
Per quanto riguarda la viabilità, “tutte le strade sono state riaperte – assicura Cannavicci – a eccezione della strada provinciale 2, che collega Aringo a Montereale, poiché l’entità della frana che ha colpito questo tratto è molto grande e ci vorrà più tempo per riaprirla”.
COMMISSARIAMENTO? “ASSOLUTAMENTE NO”
Una serie di criticità che hanno portato la Giunta regionale abruzzese, guidata dal presidente Luciano D’Alfonso, da poco eletto senatore, ad adottare una serie di misure a sostegno del Comune per la facilitare la gestione post-sisma, con l’ausilio all’amministrazione di Cannavicci di tre funzionari, guidati dalla dirigente Eliana Marcantonio, per l’espletamento delle attività giuridico-amministrative di Campotosto relativamente alle procedure della ricostruzione.
Alcuni consiglieri di minoranza hanno accusato la Regione di aver di fatto commissariato il Comune, ma Cannavicci rimanda le accuse ai mittenti.
“Non è un commissariamento, siamo di fronte a un travisamento, una manipolazione voluta dalla minoranza ai danni del territorio, una mossa politica e un’azione contro la mia persona – sottolinea – la Regione ci è venuta in aiuto, poiché non abbiamo abbastanza personale per espletare tutte le attività legate alla ricostruzione”.
DIGA DI CAMPOTOSTO: UN PIANO D’EMERGENZA
“Abbiamo rcepito il piano di emergenza per le dighe, predisposto dalla Giunta regionale, che prevede tutte le azioni da mettere in campo in caso di necessità, con eventuale piano di evacuazione di tutta la popolazione”.
Sulla scorta del documento, le amministrazioni dei Comuni interessati, 20 in Abruzzo, devono adeguare i propri piani di emergenza comunali, prevedendo anche dei sistemi di preallarme.
“In caso di problemi con la diga di Campotosto, che ancora oggi è un’importante meta turistica – aggiunge Cannavicci – bisogna sapere come comportarsi e tutto ciò che è necessario fare per l’incolumità dei cittadini”.
“Certo, qualora la diga collassasse non si potrebbe fare molto, per questo è molto importante monitorare lo stato della barriera e la prevenzione”, conclude il primo cittadino.



