L’AQUILA – “Non è possibile diffondere allarmismo, occorre invece fare subito chiarezza. Per questo mettiamo a disposizione le competenze e i saperi dei nostri professionisti a favore dei committenti dei lavori realizzati a L’Aquila dopo il sisma del 2009, ma anche dell’intera popolazione”.
L’Ordine degli ingegneri corre ai ripari dopo che numerose abitazioni oggetto di ristrutturazioni post-terremoto hanno subìto nuovi danni, seppur di modeste entità, dopo la scossa che il 24 agosto ha colpito Amatrice, Accumoli e altri centri tra Lazio, Umbria e Marche.
Il presidente dell’Ordine, Elio Masciovecchio, attraverso una nota dà piena disponibilità ai committenti dei lavori nonché ai cittadini a verificare quanto accaduto nelle case, dopo che molti cittadini che si erano rivolti agli uffici della ricostruzione, sarebbero stati esortati a denunciare i direttori dei lavori.
D’altra parte AbruzzoWeb ha documentato alcuni casi che hanno indignato la città, con pareti appena ridipinte in cui si vedono nuovamente scrostature, in apparenza non strutturali ma solo dell’intonaco. E nei casi peggiori si parla addirittura di distacco dei tramezzi dalla struttura di cemento armato. Di qui le lamentele agli enti e l’invito a chiamare in causa la magistratura ordinaria.
“Il direttore dell’Usra, investito prontamente della problematica, ha dichiarato di non avere dato alcuna indicazione ai cittadini di denunciare i direttori dei lavori – dice Masciovecchio – tantomeno attraverso i propri dipendenti. Gioco forza sono fortemente lesive dell’immagine di tutti e, nel caso dei direttori dei lavori, della parte tecnica, le affermazioni qualunquistiche che non tengano conto delle reali condizioni degli immobili”.
“Le crepe sui muri delle abitazioni ripristinate vanno verificate da professionisti – spiega Masciovecchio – perché sono come una sorta di termometro da interpretare per comprendere lo stato di salute, e quindi la tenuta statica e dinamica, dell’edificio. Tutti i fenomeni fessurativi possono rientrare in un normale comportamento del materiale che risponde a piccoli assestamenti dello stabile o a sollecitazioni del terreno. I cittadini, che hanno scelto con fiducia sia i professionisti che le imprese esecutrici, possono ottenere dagli stessi le rassicurazioni su piccoli danni di assoluta normalità a seguito di eventi sismici importanti”.
“La città – aggiunge nella nota – ha bisogno di continuare sul percorso intrapreso, una strada che ha visto L’Aquila divenire un fiore all’occhiello nell’ambito della ricostruzione post-sisma in Italia e non solo. Ecco perché serve concretezza”.
“Stop alle strumentalizzazioni, porte aperte, invece, al dialogo e alla collaborazione nel segno della professionalità e della deontologia. Per il bene di tutti, di quanti hanno lavorato con grande impegno alla ricostruzione, come professionisti, enti pubblici e privati, ma soprattutto nell’interesse dei cittadini e della sicurezza di un intero territorio. Per non disperdere, o peggio distruggere, quanto è stato fatto”, conclude il presidente dell’Ordine degli ingegneri.



