L’AQUILA – Sono tanti gli aquilani e gli abruzzesi che vivono nelle zone del nord della Paese in cui è stato avvertito il terremoto di questa mattina di magnitudo 4.9 registrato in Emilia.

Ilaria Storelli vive a Milano, dove sta tenendo uno stage presso una società che si occupa di eventi culturali.

“Ho sentito benissimo la scossa, a certe cose non ci si abitua mai – spiega la giovane aquilana – Ero sul portone della società per cui lavoro e quando ho suonato ho urlato a tutti di scendere perché c’era il terremoto. I miei genitori mi hanno chiamato subito e li ho rassicurati sul fatto che stavo bene, ma sul  momento ho avuto un piccolo shock dopo quello di questa notte. Anche la scossa di 4.2 registrata a Verona ho sentito perché ero a letto e la percezione dei terremoti è più alta in quei casi”.

Vive a Lovere, in provincia di Bergamo, da qualche anno ormai, invece, Francesco Stagni, 33 anni a giugno dall’Aquila, insegnante di francese.

Quest’anno insegna presso le scuole del bergamasco di Casazza ed Endine ma oggi ha il giorno libero e al momento della scossa si trovava in casa.

“E’ stato strano perché io a casa ho sentito bene la scossa, mentre nell’ufficio postale qui sotto lo stabile non hanno avvertito nulla. In ogni caso ho saputo che hanno evacuato alcune scuole del bergamasco, come a Trescore.  La paura è stata tanta da queste parti”.

“Ho fatto evacuare i miei alunni – spiega Giuliana Pica Alfieri, aquilana e insegnante di discipline geometriche e architettoniche al liceo artistico di Vicenza – anche se l’epicentro è stato lontano dal Veneto qui hanno tremato le sedie degli alunni e siamo usciti subito dall’aula. Abbiamo avuto tutti un po’ di paura, e in certi casi bisogna essere pronti”. (g.a.)

L’AQUILANO A VERONA: “TORNATO INDIETRO DI TRE ANNI”

“Sembrava l’ultima scossa prima delle 3.32. La sensazione che ho provato è la stessa di quella notte”.

Non ha avuto paura Giovanni C., aquilano impegnato a Verona con l’Esercito Italiano, nonostante il brusco ritorno al 6 aprile del 2009 causato dalla scossa di magnitudo 4.2 avvertita in tutto e per tutto nel Veronese la scorsa notte pochi minuti prima dell’una.

“Stavo per addormentarmi – dice l’aquilano ad AbruzzoWeb – quando la terra ha iniziato a tremare. Sono tornato indietro di quasi tre anni, ma, al di là della brutta sensazione, non mi sono preoccupato. Una seccatura, nulla di più. Non ho sentito, invece, la scossa di questa mattina mentre ero in caserma. Diverse persone qui in città si sono spaventate, specie quelle che abitano ai piani alti. Nessun danno, per fortuna”.

Scendendo più a Sud il vastese Giampaolo Di Marco, presidente dell’associazione “Vabbò”, Vasto e dintorni a Bologna, con la quale ha organizzato eventi legati alla solidarietà alla popolazione terremotata di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), non ha sentito la scossa mattutina di 4.9.

“Forse perché ho un sonno profondo – racconta – ma chi si trova a ridosso di Reggio Emilia, verso Est, sicuramente l’ha sentita. Da noi a Bologna in questi casi la percezione è maggiore quando, ad esempio, una scossa colpisce il Modenese. Speriamo sia finita qui, comunque. L’esperienza dell’Aquila è stata terribile”. (r.s.)

LO SCRITTORE ALESSANDRO AQUILIO: “NOI AQUILANI ABBIAMO LA SCORZA DURA”

“Noi aquilani, quando si parla di terremoti, purtroppo abbiamo la scorza dura”.

Questo il commento di Alessandro Aquilio, autore del romanzo sul terremoto dell’Aquila’Ventitré secondi’ , sulla forte scossa avvertita stamattina in gran parte del Nord Italia.

Lo scrittore aquilano, che vive a Milano e lavora vicino Varese, ha dichiarato ad AbruzzoWeb di aver “sentito distintamente la scossa, che è durata poco in realtà, non più di quattro-cinque secondi”.

“Le persone intorno a me erano veramente spaventate – prosegue lo scrittore – io meno, sarà che ormai sono abituato… Però, io e mia moglie non eravamo tranquilli. Del resto, bisogna considerare che il Nord Italia è una zona a basso rischio sismico e il primo pensiero è stato che si trattasse delle onde di propagazione di un terremoto molto più forte avvenuto altrove”.

“Per fortuna la scossa è durata davvero poco. Da aquilano posso dire che ogni volta che accade un evento del genere si riapre una ferita”, ha concluso Aquilio. (l.b.)