CAMPOBASSO – Notte in automobile per molte famiglie in provincia di Campobasso dove è in atto uno sciame sismico che ha visto in 48 ore quasi 30 scosse: alla vigilia di Ferragosto un primo sisma più forte, di magnitudo 4.7, superata ieri alle 20,19 da una del 5.1.
Nessun danno alle persone, ma qualche lesione agli edifici.
Alle 22,22 un’altro terremoto del 4.4, tutti chiaramente avvertiti non solo in Molise ma anche in Abruzzo, in Campania e nel basso Lazio.
Ieri sera, tanti cittadini abruzzesi si sono riversati in strada, dopo l’evento sismico, in particolare a Lanciano, Chieti e nella zona costiera d’Abruzzo, dove il terremoto è stato avvertito distintamente.
Nell’area i movimenti tellurici sono praticamente costanti, ma preoccupa l’aumento dell’intensità.
“Si tratta di una zona sismica in cui sono possibili terremoti significativi, l’allerta deve restare alta”, commenta ai microfoni Rai Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv.
Un terremoto che ha riportato alla mente quello del 2002, che portò al tragico crollo della scuola di San Giuliano di Puglia.
Il sindaco di Montecilfone, Franco Pallotta, è uscito per i primi sopralluoghi. Squadre dei vigili del fuoco in ricognizione su tutto il territorio. Nel frattempo il primo cittadino si sta coordinanando con la Protezione civile per consentire ai cittadini di passare la notte nei campi o nelle scuole che si riusciranno ad allestire.
“La gente è spaventata – spiega il sindaco Pallotta – al momento stimiamo che almeno un terzo della popolazione dormirà fuori casa. La Protezione civile sta provvedendo a portare brande e beni di prima necessità”.
Dalla mezzanotte è chiuso in via precauzionale, lungo la provinciale 111, il ponte sul fiume Sangro che collega Lanciano (Chieti) alla Val di Sangro e ad Atessa (Chieti), una delle zone industriali più densamente popolate del centro-sud. Il provvedimento è stato adottato dalla Prefettura di Chieti d’intesa con la Provincia, a seguito delle scosse di terremoto di ieri sera in Molise.
Controlli tecnici sono in atto per verificare le condizioni del ponte in questione. Il traffico è stato deviato sulla vicina strada Pedemontana. Il viadotto nuovo sul Sangro è da tempo monitorato, anche a seguito di esposti di cittadini preoccupati per la stabilità dei piloni.
Sono proseguiti per tutta la mattinata a San Salvo i controlli dei tecnici comunali agli edifici pubblici e alle strutture presenti in città.
In via precauzionale, a seguito del sopralluogo congiunto di Anas, Comune e Vigili del Fuoco, è stata parzialmente ridotta la sede stradale in via Umbria, all’interno del Consorzio Icea in corrispondenza del viadotto della strada statale 650 fondo valle Trigno in attesa dei lavori a cura dell’Anas.
È stata interdetta al passaggio la passerella pedonale sulla Statale 16, che da contrada Stazione collega a piazza Arafat, per eseguire ulteriori verifiche per accertare lo stato e la consistenza della struttura.
Viviamo in un Paese sismico, la nostra regione lo è, così come tutto il Centro Italia, quindi dobbiamo imparare a convivere con il terremoto, anche con quelli che si registrano nelle zone vicine e vengono avvertiti anche nei nostri territori”, così ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, richiama alla tranquillità e lancia un messaggio alla cittadinanza.
Per il primo cittadino, non esistono soluzioni da “sfera di cristallo” e invita i cittadini a “superare la logica del fatalismo, non possiamo affidarci alla statistica e alla buona sorte, l’unico elemento fondamentale è la prevenzione nelle nuove costruzioni e migliorando sismicamente quelle esistenti”.
“È importante lavorare per avere una città sicura e acquisire consapevolezza di dover convivere con queste situazioni, ma bisogna farlo con lucidità e serenità”, conclude il sindaco del capoluogo abruzzese.
Ad ogni forte scossa di terremoto, avvertita in Abruzzo, regione fortemente colpita dagli eventi tellurici, con il sisma del 6 aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila e quelli del Centro Italia (2016 e 2017), che hanno interessato maggiormente il teramano e i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno, il ricordo di quei momenti getta nel panico la popolazione. “Terremoto”, “Sentita forte e chiara!”, “Adesso basta…”, questi sono solo alcuni dei tantissimi post che seguono, come ormai consuetudine, gli eventi sismici avvertiti dai cittadini, a prescindere dall’intensità.
LA NOTA DELL’INGV
“Dopo il terremoto di magnitudo 5.1, localizzato ieri sera alle ore 20,19, numerose altre scosse sono state registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingc) in provincia di Campobasso. Alle ore 22,22 è stato registrato l’evento più forte tra questi di magnitudo 4.5 (Mw 4.4), localizzato 4 chilometri a Sud Est di Montecilfone ad una profondità di 9 chilometri”.
Lo comunica in una nota l’Ingv rilevando che alle ore undici di ieri sera sono stati 27 i terremoti “localizzati”, dei quali otto di magnitudo uguale o superiore a 2.5.
“Stiamo continuando ad analizzare i dati per capire le caratteristiche delle faglie che si sono attivate in questi giorni. La zona è poco conosciuta dal punto di vista sismico per una limitata documentazione della sismicità storica. Vogliamo precisare, comunque, che la faglia che sta provocando i terremoti di queste ore si trova a 10-15 chilometri più a nord di quella che ha determinato i terremoti del 2002 di San Giuliano di Puglia, pur avendo caratteristiche simili (parliamo di faglie trascorrenti in entrambi i casi)”, conclude la nota dell’Ingv.



