L’AQUILA – Riunione a porte chiuse per i rappresentanti dei sindaci del “cratere” sul problema delle macerie.

Durante l’incontro è stata condivisa una proposta che verrà presentata a breve al prefetto, Maria Giovanna Iurato, al commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi e al coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

L’idea, per adesso, è quella di superare le criticità derivanti dall’applicazione dell’ordinanza numero 3923, con particolare riferimento ai siti di smaltimento e alle risorse per il trasporto dei materiali inerti.

Attualmente, infatti, è consentito il solo conferimento presso il sito di Pontignone, nell’ex cava Teges dell’Aquila che, però, è in fase di esaurimento.

Inoltre le spese per il trasporto e lo smaltimento non possono essere riconosciute alle ditte che stanno effettuando lavori soggetti a finanziamento pubblico.

Praticamente le macerie non si possono muovere dai cantieri nei quali sono prodotte.

Se la proposta dei sindaci dei piccoli Comuni dovesse essere trasformata in un’Ordinanza la vicenda, almeno per i prossimi mesi, dovrebbe ritenersi risolta.

Per il futuro, però, quando la ricostruzione entrerà a pieno regime, c’è bisogno che siano chiarite nel dettaglio le procedure e, soprattutto, che siano pronte le infrastrutture necessarie, a cominciare dall’ampliamento della ex Teges e dalla realizzazione del Polo tecnologico di Barisciano (L’Aquila).

A questo, comunque, dicono i sindaci, deve pensare il soggetto attuatore: senza una definizione precisa dei compiti e dei ruoli i primi cittadini non sono disponibili a farsi carico di ulteriori responsabilità, soprattutto in un settore delicato come quello dei rifiuti. (red)