L’AQUILA – “La Locomotiva ha nel suo Dna un elemento che la differenzia da tutti, il suo fondamento e anche il fine ultimo: diffondere idee condivise da tutti e comunicare queste rivendicazioni non solo alla classe dirigente, ma soprattutto ai cittadini. Il fatto che qualcuno cerchi un volto per questo simbolo a noi non interessa, perché quello che conta e il messaggio, che ha sempre un soggetto ben preciso: la città”.

Torna a farsi sentire con una nota oltre che con i manifesti sui muri il movimento aquilano della Locomotiva, che da qualche mese sta periodicamente tappezzando la città con striscioni stampati che criticano la governance della ricostruzione e la politica del capoluogo.

Nel comunicato il movimento, che si muove sotto traccia e per ora non ha volti né nomi, ribadisce che proseguirà nell’anonimato perché protagonisti devono essere i messaggi piuttosto che le persone.

“Che cosa differenzia la Locomotiva dal resto delle realtà cittadine post terremoto? La differenza è sostanziale. Non vi e nessuna forma di protagonismo che muove i nostri messaggi di rivendicazione sociale, nessun interesse politico. Siamo convinti che le forme di rappresentanza cittadine odierne non abbiano ancora raggiunto I’equilibrio necessario per collocarsi tra una popolazione completamente disgregata e la politica del ‘cratere’”.

“Dietro il cantiere più grande d’Europa – scrive la Locomotiva – dietro i problemi della politica del ‘cratere’, dietro un ipotetico sogno di ricostruzione da realizzare, vi sono i problemi veri e concreti di persone che stentano a sopravvivere”.

“L’attenzione è focalizzata sulle grandi opportunità, sui grandi problemi, ma i piccoli di questa città? Li chiamano i nuovi poveri, in verità sono semplicemente invisibili. Qualcuno li ha dimenticati, ma non tutti”, attaccano.

Qual è “il fondamento e il fine ultimo” del movimento? “Tutto per tutti, nulla per noi”, concludono.