L’AQUILA – “Per la seconda volta a L’Aquila celebriamo l’anniversario del terremoto che ha distrutto la città. Ci saranno dibattiti, manifestazioni, fiaccolata notturna per ricordare le vittime del sisma e di altre tragedie nazionali prodotte dall’incuria e dalla superficialità umana (Thyssen Krupp, Viareggio, Giampilieri eccetera); tutti modi per sentirsi ancora città, comunità solidale. Da domani tuttavia i segni di questi due anni trascorsi saranno ancora più dolorosi. I segni si rintracciano nelle erbacce nate sulle macerie non ancora rimosse,nelle muffe cresciute sui muri delle case in attesa di poter essere ricostruite, nei ponteggi di sicurezza che mostrano i danni delle intemperie, ma soprattutto nei volti degli Aquilani che hanno lo sguardo spento perché, nonostante la loro proverbiale tenacia, fanno sempre più fatica a credere nella rinascita della loro città”.

Lo afferma Betty Leone del Coordinamento nazionale Sinistra Ecologia Libertà (Sel).

“Potremmo di nuovo elencare tutto quello che non ha funzionato finora e ricordare i danni prodotti da una gestione autoritaria e spettacolare della fase di emergenza e dalla mancanza di un’ipotesi strategica della ricostruzione: lo hanno fatto bene  i comitati cittadini con le loro denunce e le loro manifestazioni, ora però è il tempo di concentrarsi sul che fare se vogliamo dare una prospettiva agli Aquilani ed evitare lo spopolamento della città”.