L’AQUILA – Una doppia “marcia popolare” per pochi intimi, quella delle associazioni cittadine dell’Aquila che oggi sono partite dalla periferia del capoluogo striscioni alla mano per ritornare al centro storico, nell’ambito dell’iniziativa “Se quattro anni vi sembran pochi”.
Forse anche per la miriade di iniziativa dei giorni scorsi a celebrare la quarta ricorrenza del 6 aprile 2009, solo poche decine di cittadini si sono ritrovate, tra questi anche la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, che faceva parte proprio dai comitati, e il consigliere comunale dell’Aquila che vogliamo Vincenzo Vittorini.
Doppio come detto il punto di partenza del corteo, uno in zona Ovest, dal ‘piastrone’ di cemento che ospita il nuovo mercato di piazza d’Armi, l’altro a Est, dal parcheggio dello stadio Acquasanta nelle vicinanze del cimitero.
Due anche gli striscioni, “Lunga marcia per L’Aquila” da una parte e “Assemblea cittadina dell’Aquila – Ricostruiamolaq” dall’altra; non sono mancate bandiere neroverdi con i colori della città.
A organizzarla, Comitatus Aquilanus, Associazione Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Emilia Romagna, Italia Nostra L’Aquila, Appello per l’Aquila, Assemblea Cittadina e Cittadinanza attiva.
“Il centro storico era il nodo economico di questo territorio, già nel Medioevo ai tempi del Comitatus Aquilanus – ha detto Antonio Perrotti, dell’omonima associazione – Oggi c’è un disinteresse amministrativo, programmatico ed economico”.
“Abbiamo raccolto i terremotati dell’Aquila Ovest ed Est per dare un senso di riconquista del centro storico e porlo all’attenzione della pubblica amministrazione sia a livello locale che nazionale”, ha spiegato.
“L’iniziativa nasce dall’esperienza dell’anno scorso della lunga marcia per L’Aquila che ripetiamo con un obiettivo più ambizioso: parlare di ricostruzione e di prevenzione anti-sismica”, ha detto invece Enrico Sgarella di ‘Movimento tellurico’.
“Per questo partiremo da Novi di Modena il 25 di maggio e da Roma il 14 giugno con due marce che attraverseranno i siti e luoghi di terremoti storici come Perugia e Assisi – ha concluso – per arrivare all’Aquila insieme”.



