L’AQUILA – “Bella ma addormentata”. Non si sta parlando di una favola Disney, purtroppo.
È una storia brutta, senza magia e lontanissima da ogni insperato lieto fine quella che, con queste parole, racconta il giornale inglese The Guardian.
È niente di meno che il riassunto dell’Italia tutta. A cominciare proprio dalla città dell’Aquila.
In pieno tempo di elezioni politiche, infatti, il giornalista John Hooper ha pubblicato un articolo, venerdì scorso, alla vigilia del voto, dal titolo “Elezioni Italiane: gli elettori dell’Aquila cercano invano un salvatore”.
“La città storica devastata dal terremoto del 2009 è il simbolo di un Paese apparentemente incapace di recupero”, spiega l’articolo, spietato ma altrettanto veritiero.
“Quasi quattro anni dopo che è stata distrutta da un terremoto – si legge – la città montuosa dell’Aquila giace ancora come se fosse stata sottoposta a un bombardamento”.
E ancora: “Sembra incredibile che una ricca nazione dell’Europa occidentale del 21° secolo abbia potuto fare così pochi progressi per il ripristino della vita di una città di più di 70.000 persone”.
Il principale problema individuato dal giornalista è la dispersione disfunzionale di potere tra i diversi livelli di governo dato che le responsabilità sono divise tra centrali, enti regionali, provinciali e comunali, ciascuno dei quali può esercitare un diritto di veto paralizzante sugli altri.
L’autore ha poi raccolto le impressioni di un’aquilana, Francesca Luzi, e della sua famiglia ancora in attesa di tornare nella propria casa, su ciò che è stato (e non stato) fatto per L’Aquila.
La donna ha spiegato che nel 2009, quando migliaia di persone sono rimaste senza casa a causa del terremoto, “Berlusconi” è stato il primo ad assicurare a molti una sistemazione temporanea ma non per questo “l’uomo del Bunga Bunga” è il privilegiato del suo voto.
Parole dure anche sul ministro del Lavoro, Elsa Fornero e sul premier successivo al Cav, Mario Monti: “hanno ridotto l’Italia in ginocchio”.
Cosa ha detto alla stampa inglese il sindaco, Massimo Cialente? Naturalmente, “non ci sono soldi”: un ritornello sentito da quasi quattro anni.
Anche se gli aiuti sono arrivati da tutte le parti del mondo e la sola “Roma – ha ammesso il primo cittadino – ha finora stanziato circa 4 miliardi di euro per L’Aquila e gli altri comuni colpiti dal terremoto”.
“Così come per l’Italia – taglia corto l’articolo – il tempo stringe anche per L’Aquila, per i giovani, gli studenti e gli imprenditori che, arresi, stanno fuggendo all’estero”.
Non una bella figura, insomma, quella che emerge leggendo questo pezzo, peraltro precedente ai risultati dello spoglio elettorale, quando sì che la stampa internazionale si è davvero accanita sulla martoriata, dormiente, paralizzata, Italia.



