L’AQUILA – Molta gente per strada, e paura. Tanta.

Sono state queste le reazioni al violento e inaspettato risveglio della terra nell’Aquilano, dopo la scossa di magnitudo 3.6 delle 15.40, localizzata tra Lucoli e Tornimparte, e lo sciame sismico che ne è seguito, con ben dieci eventi registrati dai sismografi del sistema italiano di rilevamento Iside, il più forte dei quali di 2.0 alle 17.23.

Sentito da AbruzzoWeb il sindaco di Lucoli, Valter Chiappini, riferisce: “Siete stati fortunati a trovare il mio cellulare libero, è da oltre due ore che squilla in continuazione”.

“La domanda più frequente dei cittadini – racconta Chiappini – è ‘cosa dobbiamo aspettarci?’, a tutti spiego che sono un comune mortale come loro, non ho informazioni più precise e non so prevedere cosa possa accadere nelle prossime ore”.

Tanta gente si è riversata per le strade e, nei pressi dell’epicentro, sono molti i capannelli di persone che chiacchierano fitte tra di loro.

“Questa scossa, che noi abbiamo sentito distintamente e sembrava interminabile – aggiunge il primo cittadino – ha risvegliato i fantasmi del passato”.

“Danni? – conclude Chiappini – Nessuno. D’altra parte più di quelli che già ci portiamo dietro dal 6 aprile 2009 è difficile averne”.

Fuori dalle case anche i residenti di Tornimparte, come riferisce Roberto Micarelli, marito della titolare del bar del Corso della frazione di Villagrande.

“C’erano alcune persone nel locale – dice – e sono tutte scappate fuori alla prima ‘botta’, che da noi è stata avvertita molto forte”.

“Abbiamo sentito distintamente anche le altre, in particolare quella intorno alle 17.20 (di 2.0, ndr) – chiude Micarelli – e c’è tanta paura”. (pi.bi.)