L’AQUILA – “Dopo quella telefonata, nella notte del terremoto all’Aquila, è stato un massacro. Una persona perbene è stata tramutata in un mostro. Io sono stato frainteso, sono stato messo in mezzo. Se avessi fatto un colpo, avessi rubato 100 milioni di euro, lo capirei, ma, mi creda, io sto pagando per altri”.

Questa la difesa di Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore che rideva durante il terremoto, intervistato dal quotidiano Il Messaggero dopo essere tornato alla ribalta per essere atterrato con il suo elicottero su una spiaggia, andando poi a mangiare il pesce.

E alla cronista che gli fa notare di aver riso delle disgrazie altrui, Piscicelli replica: “Mi pare che ho pagato a sufficienza. Ho una figlia che ha vissuto un incubo. Pensavo di non farcela a superare tutto quello che mi stava accadendo”. (alb.or.)