L’AQUILA – È un giorno che non dimenticherà mai.

Quella maledetta notte del 5 aprile 2009 Antonietta Centofanti ha perso, sotto le macerie della Casa dello studente, un nipote che frequentava l’Università del capoluogo abruzzese.

”Oggi ho una brutta sensazione – afferma la Centofanti presidente del Comitato delle vittime della Casa dello studente – è come tornare indietro a quella dannata notte che si è portata via mio nipote. Per me tutto si è fermato a tre anni fa”.

Questa mattina la Centofanti, insieme a un giardiniere, ha sistemato l’aiuola di fronte alla Casa dello studente. Ma la Centofanti anche nei giorni ”normali” ha premura di curare quel piccolo pezzo di terra verde ornamento del monumento a ricordo delle vittime universitarie.

”Dopo aver curato l’aiuola – aggiunge – sono andata in centro, ma non c’era nessuno. È come se la città fosse in attesa”.

Questa notte alla fiaccolata parteciperanno anche la mamma e la sorella di sua nipote.

”Abbiamo scambiato finora pochissime parole – spiega la Centofanti – perché qualsiasi frase sarebbe superflua. Una morte, come tante altre, che si poteva evitare. È drammatico quello che è successo e che invece non doveva accadere”.

Difficili da trascorrere anche i giorni che precedono l’anniversario.

”Più si avvicinava il 5 e più sto male, perché penso sempre a quello che non ho fatto e forse poteva essere utile. Ma i se non servono ora a nulla”.

La pioggia di queste ore sarà un simbolo di questo triste anniversario?

”No – risponde con razionalità – perché non voglio cadere nel retorico affermando che anche il cielo piange i nostri morti. Sono sicura che nemmeno la pioggia fermerà tutti gli aquilani che parteciperanno alla fiaccolata”. (s.cas.)