L’AQUILA – “Rileviamo che per la ricostruzione della città sono disponibili indicatori quantitativi – risorse, edifici, tempi – che non appaiono sufficienti a garantire politiche urbane integrate, coesione territoriale e inclusione sociale, rifondazione dell’idea di collettività che possa riconoscersi in forme urbane”.

Così il presidente Istituto nazionale di urbanistica, Silvia Viviani, in una lettera aperta al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Tra le altre cose, la Viviani sottolinea come non vi sia “dibattito in merito a un nuovo piano regolatore; l’esame dei progetti può riferirsi solo alla normativa del Piano del 1975. Eppure le deliberazioni comunali, che hanno autorizzato nell’immediato post-sisma la realizzazione di abitazioni provvisorie nelle aree agricole, anche vincolate, e gli insediamenti definitivi del progetto Case hanno pesantemente mutato la distribuzione degli abitanti e compromesso il sistema naturalistico-ambientale e paesaggistico”.

“Pare necessario ristabilire equilibri durevoli in un territorio frammentato e sofferente – si legge ancora in un passaggio della lettera – Certo, manca un testo legislativo regionale organico in materia di governo del territorio, ma un’idea di città e un progetto urbanistico organico possono sostenere il coordinamento e la promozione di politiche sociali ed economiche”.

La presidente sottolinea che “sono comunque lieta del nuovo impulso dei cantieri nella Sua città, di cui si ha notizia. L’Istituto nazionale di urbanistica tuttavia auspica un processo di ricostruzione coerente e continuativo che porti a una città rigenerata ed equilibrata. Per questo obiettivo siamo a disposizione come da nostra tradizione consolidata”.